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Iachini si riprende il Palermo

16-02-2016

 

PALERMO. Ci voleva San Valentino per fare tornare l'amore tra Maurizio Zamparini e Beppe Iachini. Un matrimonio lungo quasi due anni (un vero e proprio record per l'irrequieto presidente) spezzato da una vittoria (quella contro il Chievo), ma incrinato ancor prima da una serie di frasi al veleno, proseguite in maniera più veemente dopo l'addio di novembre. Alla fine, per ritrovare la serenità e l'appoggio dei tifosi, Zamparini ha messo da parte l'orgoglio e domenica sera ha fatto la fatidica telefonata. 

Il 3-1 subito in casa contro il Torino ha indicato al presidente la strada dell'umiltà. Giovanni Bosi, chiamato mercoledì ed esonerato domenica, non ha avuto nemmeno il tempo di capire o giustificare eventuali errori. Il patron è tornato (di nuovo) sui suoi passi e ha chiesto a Iachini un gesto d'amore. L'idillio è sancito dalla corrispondenza al miele. Zamparini chiede addirittura scusa per gli errori. "Chiedo perdono per questo mese di caos - scrive - che eventi paradossali hanno provocato, con l'auto-allontanamento di Ballardini e Schelotto: spero che non tutti i mali vengano per nuocere poiché il caos, dovuto anche a mie errate valutazioni e incomprensioni con Iachini, ha permesso di ricomporre un matrimonio con lo stesso Beppe, che spero, con la massima collaborazione di entrambi, ci riporti ai successi che Palermo merita". 

A breve giro di posta, arriva la risposta del tecnico. "Voglio ringraziare il presidente Zamparini per le belle parole che ha speso oggi nei miei confronti - dice Iachini - e di quelli del mio staff. Torno a Palermo con grande entusiasmo per il bene della società, della squadra e della tifoseria". 

Sembrano lontani i tempi delle schermaglie, in cui il presidente aveva accostato l'allenatore a Craxi ("Non l'ho ripreso perché non ha più umiltà - aveva detto a gennaio -. Ha fatto la fine di Craxi, che era un ottimo governante ma aveva perso la misura") e Iachini aveva minacciato azioni legali per tutelare il suo lavoro ("Diffido chiunque - aveva ribadito il tecnico - a voler denigrare il lavoro svolto a Palermo e sulla professionalità mia e dello staff"). Dopo la burrasca arriva il bel tempo con buona pace di Ballardini, Viviani, Schelotto, Tedesco e Bosi che in questi tre mesi si sono avvicendati nel tentativo di conquistare il cuore di presidente e tifosi. Insomma, un lieto fine degno di Cenerentola. 

Ma con Zamparini la parola "fine" è meglio non pensarla nemmeno. 

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