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Serie A. Juve rullo compressore

07-03-2016

 

Bastano due piccoli sforzi alla Juve in maglia rosa per continuare la sua mini fuga verso lo scudetto. Barzagli colpisce per primo, Lemina chiude il conto nel finale con un super gol. In mezzo c'è un'altra prova di forza dei campioni d'Italia, che danno l'impressione di giocare senza mai pigiare il piede sull'acceleratore. Del resto, di fronte c'è un'Atalanta in caduta libera, giunta alla tredicesima partita senza vittorie. I bergamaschi ora si trovano in piena zona retrocessione, la panchina di Reja inizia a traballare. 

I nerazzurri ci mettono la buona volontà, che però non basta per rovinare la domenica di Buffon. Il portiere allunga la sua imbattibilità a 836 minuti: ora davanti - ma sempre più vicini - ha solo Zoff e Rossi. 

Dopo la rimonta subita dall'Inter, la Juve si rituffa dunque con ben maggiore concentrazione nel campionato: pur senza brillare, porta a casa i tre punti che le consentono di mantenere la distanza di sicurezza dal Napoli. Unico neo, la solita leziosità di Pogba e l'individualismo di Dybala, che tuttavia ha il merito di guadagnarsi falli in quantità industriale. 

Il divario tra le due rivali è comunque troppo ampio già in partenza, e a causa delle assenze atalantine cresce ulteriormente. Allegri schiera la difesa a quattro e rilancia l'amato modulo con il trequartista: Pereyra si sistema dietro Mandzukic e Dybala. Reja modella l'Atalanta sugli avversari: difesa a tre con gli esterni Conti e Dramè che proteggono i fianchi. Davanti non ci sono Diamanti e Pinilla, giocano le punte di scorta Borriello e Monachello. 

La Juve preme subito e impegna Sportiello dopo 10 minuti con un'azione flipper che porta al tiro Khedira. In difesa però la squadra di Allegri è distratta, buon per Buffon che dopo 15 minuti Cigarini prova una conclusione troppo fiacca per infastidirlo. Scampato il pericolo, la Juve stringe ancora di più la morsa. Sale di tono Pogba, che prima semina il panico con un'azione personale e poi tenta il tiro da lontano. 

Al 24' la diga atalantina crolla di schianto. Sul calcio d'angolo Bonucci fa sponda per Barzagli, tenuto colpevolmente in gioco da De Roon: facile per il difensore juventino mettere dentro da due passi la palla dell'1-0. La reazione bergamasca è immediata, ma Conti svirgola da buona posizione. De Roon potrebbe rimediare alla sua distrazione fatale ma il suo destro al volo finisce tra le braccia di Buffon. E' l'unico brivido, poi la Juve controlla la partita fino al rientro negli spogliatoi. 

Il secondo tempo segue la falsariga del primo, con l'Atalanta che prova invano a incunearsi nell'area avversaria. La Juve si limita ad aspettare gli errori altrui. Dopo dieci minuti Sportiello rischia il suicidio tentando di dribblare Mandzukic. Il croato gli ruba palla e tira in porta, ma Toloi gli nega il gol. Poi Dybala e Khedira scatenano un contropiede velocissimo, Dramè chiude in extremis l'argentino. 

All'83 Borriello sfiora di testa, ma la palla si spegne alla destra di Buffon. L'Atalanta tenta l'assalto finale, ma una sortita di Lemina la mette definitivamente ko. Il francese parte palla al piede, si accentra e salta sia Toloi che Paletta. Poi fa partire un tiro teso che si infila nell'angolino. Un gol d'autore che chiude la partita, se mai si era aperta. 

 

 

L'Inter, Champions più vicina

 

 

 

 

L'Inter, capace di rimontare tre gol alla Juventus, ci crede, vince per 3-1 contro il Palermo, risale in classifica e può continuare a lottare per la Champions. I nerazzurri vanno a 51 punti, a meno cinque dalla Roma che affronteranno all'Olimpico tra due settimane in un vero e proprio spareggio per il terzo posto. Torna al gol Icardi, segnano Ljajic e Perisic in una serata gelida e senza il pubblico delle grandi occasioni. La rete dei rosanero di Vasquez avrebbe potuto riaprire la partita, chiusa dal tris di Perisic, un giocatore che cresce di partita in partita. 

I buoni segnali visti in Coppa Italia vengono confermati: la squadra è finalmente ben messa in campo, in attacco manca Eder ma c'è Palacio che si batte come un leone. Anche il capitano Icardi fa la sua parte, va a segno raggiungendo quota 12 gol in campionato. Un'Inter equilibrata che, senza soffrire, ha la meglio su un Palermo, quart'ultimo con soli 27 punti, solo 1 in più dalla zona retrocessione. 

Il risultato non era del tutto scontato, anche perché Mancini ha dovuto fare a meno di Handanovic, ko per influenza, affidandosi a Carrizo. Fuori Eder, dentro Icardi dopo l'esclusione contro la Juventus in Coppa Italia. Alle sue spalle Perisic, Palacio e Ljajic. Dopo 11', Ljajic sblocca la partita, il serbo riceve palla da Perisic, si sposta sulla destra evitando Andelkovic e calcia ad incrociare dal limite. Sorrentino si distende ma non intercetta. 

L'Inter tiene palla, costruisce gioco e al 23' arriva il raddoppio: Palacio, dalla destra, crossa al centro per Icardi che in scivolata trova il suo dodicesimo gol in campionato. Cinque minuti più tardi Ljajic potrebbe chiudere la partita ma la palla va alta sopra la traversa. Al 34' pregevole scambio tra Icardi e Palacio, ma è bravo Rispoli a chiudere in angolo. 

Il Palermo subisce il contraccolpo dei due gol subiti ma non getta la spugna. Al 36' arriva il primo tiro in porta dei rosanero: Medel e Kondogbia non si capiscono e perdono palla a metà campo, il Palermo riparte in velocità, Hijlemark serve Vasquez che prova il tiro ma Carrizo gli nega il gol. Il Palermo riapre la gara allo scadere del primo tempo: affondo di Rispoli che crossa al centro per Vascquez, l'argentino in scivolata intercetta e batte Carrizo. 

Il 2-1 galvanizza i rosanero che ad inizio ripresa si fanno subito pericolosi con Chochev. Il centrocampista serve una palla interessante in area ma Gilardino non segue l'azione e sciupa una buona occasione. L'Inter riesce a chiudere subito la partita: al 9' Icardi dalla destra serve Perisic libero in area che in tuffo segna di testa. I nerazzurri non si accontentano e vanno vicini al poker con Perisic e Palacio ma la difesa del Palermo, seppur in affanno, riesce a deviare in angolo. 

Con il 3-1 in tasca, Mancini sostituisce Ljajic per Brozovic. L'ex giallorosso si avvia verso la panchina scuotendo la testa. Proprio dai piedi di Brozovic, al 25', ennesima chance del 4-1 per i nerazzurri: il centrocampista calcia la punizione, intercettata da Palacio in tuffo, parata d'istinto di Sorrentino che salva la faccia del Palermo. L'Inter si avvia verso il successo e Mancini concede la passerella a Palacio che esce dal campo fra gli applausi. 

L'ultima speranza del Palermo si spegne al 36': bella azione in velocità del solito Vasquez e di Quaison, palla a Djurdjevic che viene chiuso da Carrizo. Nel recupero Perisic non inquadra la porta e manca il poker. 

Mancini scavalla il momento peggiore, consapevole però che gli esami non sono finiti. Trova delle certezze importanti: Perisic e Kondogbia. Sabato prossimo a San Siro arriverà il Bologna di Donadoni, un brutto cliente per l'Inter che dovrà dimostrare se la strada imboccata è quella giusta senza cadere nelle disattenzioni come in occasione del gol di Vasquez.

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