La politica

Pd. Bersani: "Renzi governa con i miei voti"

14-03-2016

 

SAN MARTINO IN CAMPO (Perugia). Contro una gestione del partito "padronale" che "esclude gli avversari" e "apre al trasformismo", la minoranza Pd rilancia la sua sfida a Matteo Renzi. Le tre anime della sinistra Dem, sempre più critiche verso il segretario, provano a unire le forze e "allargare il campo" in vista del congresso per sfidarlo. Ma il premier avverte che non si farà logorare dal quotidiano ‘fuoco amico'. La "nuova" dirigenza Pd lavora per "provare a cambiare l'Italia e l'Europa" e "ventre a terra" per vincere comunali e referendum, affermano Lorenzo Guerini e Debora Serracchiani, riecheggiando il pensiero del premier: "Non inseguiamo le polemiche di chi vorrebbe riportarci alle divisioni interne che hanno ucciso i governi passati del centrosinistra", avvertono. 

Non è piaciuta, agli esponenti della minoranza Pd, l'accusa rivolta loro da Renzi di aver "distrutto l'Ulivo". Pier Luigi Bersani e Gianni Cuperlo si ritrovano a San Martino in Campo, luogo simbolo della stagione ‘prodiana'. Si abbracciano e poi inviano al segretario parole di fuoco. "Sì, mi sono arrabbiato molto - dice Bersani - si ha l'impressione che Renzi voglia cacciare un pezzo di partito ma ricordi che sta comodamente governando con i voti che ho preso io. Non io Bersani, io centrosinistra". 

Cuperlo pronostica il voto anticipato nel 2017 e propone di "allargare il campo" della sinistra Pd in vista del "doveroso" congresso che le precederà. Ma prima, avverte, c'è il referendum costituzionale che rischia di trasformarsi in uno "spartiacque" per la nascita del partito della nazione: se così fosse, si "romperebbe il Pd". Tanto più che le avvisaglie non son buone, osserva Cuperlo: la rottamazione si è fermata "sulla soglia del palazzo" aprendo a un "trasformismo che fa girare molto le palle" e gli appelli all'unità rischiano di essere "maledizioni" come lo "stai sereno" che Renzi rivolse a Letta. All'ora di pranzo spetta a Roberto Speranza tirare le fila di tre giorni di lavori di Sinistra riformista, una delle tre aree della minoranza Pd (le altre sono Rete dem e la cuperliana Sinistra dem). E' Speranza il "fuoriclasse" su cui Bersani punta per la sfida a Renzi. "Noi siamo il Pd, senza di noi non esiste più", scandisce. Poi marca la distanza dal premier: "Non bisogna per forza ammazzare i padri. E' cinica e inaccettabile" una rottamazione "gattopardesca" in cui "mandi a casa Prodi, Veltroni, Bersani, D'Alema per trovarti a casa Verdini e gli amici di Cosentino". Il rischio, incalza, è che si finisca tutti a cantare "Meno male che Matteo c'è", come i berlusconiani con "Silvio". 

Speranza, che apre con Renzi la partita sulla legge elettorale per il Senato, per ora non annuncia la candidatura al congresso, ma lancia "un'alternativa" che sia attrattiva anche per chi è fuori il Pd. Per riuscire, spiega, le tre anime della minoranza dopo le amministrative proveranno a unirsi. A San Martino in Campo era prevista la presenza di Guerini. Ma non c'è: "Un errore inaccettabile", denuncia Speranza. "Avevo avvertito mercoledì, no a polemiche inutili", replica il vicesegretario. Ma lo staff di Speranza sottolinea che in genere almeno un membro della segreteria partecipa agli eventi delle aree interne. Basta "dibattiti lunari", avverte intanto da Roma Matteo Orfini. "Bersani, D'Alema, Speranza, Cuperlo hanno molto da dire e da dare Pd. Però non consentirò a nessuno di infangare la nostra comunità", scandisce. "Siamo arroganti? Forse sì, ma quella dell'Ulivo non era la meglio classe dirigente", aggiunge. 

Walter Veltroni lancia un appello a tutti a "non sciupare" il partito con il rischio di una scissione che "aprirebbe la via ai populismi". I vicesegretari Guerini e Serracchiani invitano tutti a lavorare "insieme" per le amministrative. Ma a Napoli è ancora aperta la questione primarie. Domani la commissione di garanzia si riunirà per esaminare il ricorso di Bassolino. Le primarie sono un fatto privato, "come la bocciofila", è "esagerato" parlare di brogli, invita alla calma Raffaele Cantone. Ma a Renzi che lo invitava a non "scappare col pallone" e correre da solo, Antonio Bassolino replica: "Attenti a non bucarlo e truccare la partita".

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