Economia

Vinitaly. Renzi "entro il 2020, 50 miliardi di export agroalimentare"

11-04-2016

 "Questo anniversario è bello tondo e come tutti gli anniversari tondi ci spinge a valorizzare le cose straordinarie che sono state fatte'. Lo ha osservato il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, parlando con l'ANSA una volta giunto nei padiglioni di Verona Fiere, ente che organizza la 50/ma edizione di Vinitaly.

"Diciamola tutta - ha proseguito Renzi - la pagina più bella del Vinitaly va ancora scritta come sanno gli imprenditori e le imprenditrici del vino, il momento del ricordo è molto suggestivo, ci sono un sacco di bei momenti da celebrare ma poi bisogna guardare avanti". Renzi ha ricordato quindi che "lo Stato ci crede, il ministro Martina è in prima fila in questa direzione. Credo che le prossime sfide che abbiamo di fronte - ha aggiunto Renzi - vedranno questo paese tornare a fare squadra anche sulle questioni dell'agroalimentare. Il nostro obiettivo per il 2020 è raggiungere i 50 miliardi di expo nell'agroalimentare. Eravamo a circa 30 mld di export di prodotti agroalimentari ora siamo a 36,9 mld.

 

"Il nostro vino - ha detto Renzi - è meglio di quello francese. Quando l'ho detto a Hollande mi ha risposto 'però il mio è più caro'. Game, set, match a lui...". "Qui ci sono imprenditori molto bravi - ha aggiunto Renzi, sempre rivolto all'ospite cinese - Quando assaggi il loro vino ti inebri. Però è mancata una strategia comune come Paese". "Noi adesso ci siamo - ha proseguito il premier -, e il fatto che ci creda gente come Jack Ma, che ha creato Alibaba, la realtà più importante nel settore dell'e-commerce, è una grande opportunità per voi. Al lavoro perchè il futuro è meglio del passato, però bisogna crederci".

La riforma costituzionale - ha detto ancora - "attribuisce allo Stato centrale e non alle Regioni la promozione turistica e del made in Italy nel mondo. Non è più possibile andare con il singolo ufficio della singola Regione a parlare all'estero". "Vi hanno raccontato che la riforma riguarda solo i senatori ma riguarda anche queste cose", ha sottolineato. "Rispetto ai francesi ci manca una promozione che non sia affidata a mille rivoli diversi".

 

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