Dagli USA

Carceri. Agli USA il record di detenuti nel mondo

di Luciano Clerico

24-04-2008

WASHINGTON.  Se si tiene conto solo della popolazione adulta, un americano su cento è in carcere. Il dato é sorprendente e rivela come quella che passa per essere la più grande democrazia del mondo ha anche la più grande popolazione carceraria che esista sul pianeta: 2.3 milioni di persone, grosso modo un quarto di tutti i detenuti a livello mondiale. Quasi una nazione nella nazione. Lo denuncia oggi il New York Times che - partendo dai dati ufficiali dell'International Center for Prison Studies del King's College di Londra - analizza la situazione carceraria statunitense mettendola a confronto con quella degli altri Paesi più sviluppati. Per giungere appunto a questa conclusione: in nessun Paese al mondo esiste un rapporto tanto ‘sproporzionato' tra numero di abitanti e numero di detenuti. In Italia, per esempio, i dati sulla popolazione carceraria prima dell'indulto concesso nel 2006 indicavano una presenza di circa 62.000 detenuti, che in rapporto alla popolazione fa circa un carcerato su mille.
Negli Usa, su una popolazione di 290 milioni di persone, 2,3 milioni (ovvero l'1,26%), sono in carcere, il che significa un indice quasi otto volte superiore. Se poi dal conto degli americani si tolgono gli anziani e i bambini, si arriva all'1% pieno di carcerati, forse qualcosa in più.
Perché? Perché - scrive il quotidiano di New York - se da un lato gli americani possono senza ombra di dubbio essere considerati una popolazione violenta, dall'altro il sistema legislativo Usa porta oggi alla detenzione anche per reati come falsificazione di assegni bancari e consumo di droghe leggere, che in altri Paesi non sono puniti col carcere. Il risultato di questo sistema giudiziario è che - come peraltro in molti altri Paesi - le carceri americane scoppiano. Neppure la Cina, che pure ha una popolazione di un miliardo e 300mila abitanti, ha tante persone in carcere.
Secondo i dati ufficiali, i detenuti cinesi sono grosso modo 1,6 milioni. I detenuti americani sono - in rapporto alla popolazione - dieci volte di più: 751 persone in carcere ogni 100mila abitanti. Tra le cause - sostiene il quotidiano citando esperti di diritto, criminologi e sociologi - oltre a quelle giudiziarie se ne possono annoverare due che lo stesso quotidiano definisce "anomalie mondiali": "l'american temperament", che porta le persone a reagire spesso in modo violento, e l'eleggibilità dei giudici.
Questa "anomalia democratica" porta molti giudici a prendere sotto elezioni posizioni populiste e severe pur di farsi eleggere, e la percentuale di condannati finisce per crescere in modo "sproporzionato".
"Il divario che esiste tra il sistema giudiziario americano e il resto del mondo è enorme e continua a crescere" denuncia il New York Times.. È finito il tempo in cui erano gli europei ad andare in America per studiare il modello carcerario degli Stati Uniti. Oggi è tempo di invertire la tendenza. Perché sono ormai lontanissime le parole di Alexis de Tocqueville, che nel 1831 scriveva nella sua "Democrazia in America": "In nessun Paese al mondo la giustizia è amministrata con più mitezza di quanto non avvenga negli Stati Uniti". Non è più così. Anzi, "l'America contemporanea è semmai vista con orrore" ha scritto uno dei maggiori esperti americani in materia, James Whitman, docente di diritto comparato a Yale. "Di sicuro non c'é governo europeo che possa mandare sue delegazioni a imparare dagli americani come si fa a gestire una prigione". E se il modello, conclude il New York Times, fosse San Marino? Dal rapporto risulta questo dato: 30mila abitanti, 1 detenuto.

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