Economia

Nasce Atlante, il salva-banche

12-04-2016

 

ROMA. Si chiama Atlante, come il Titano che reggeva sulle spalle il peso della volta celeste, il fondo promosso dal governo con risorse private per il settore bancario e lanciato dalla Sgr Quaestio di Alessandro Penati, Cariplo e altri soggetti istituzionali per fare da rete di sicurezza agli aumenti di capitale e risolvere il problema delle sofferenze. Il fondo, che secondo alcune fonti avrà una dotazione di 5 miliardi di euro aumentabili fino a 6 miliardi, ha infatti "raggiunto un importante numero di adesioni" da parte di banche, fondazioni e altri e vedrà la Cdp con una quota limitata. 

Il nuovo passo avanti è arrivato nel pomeriggio dopo un vertice tenuto al Mef con gli amministratori delegati delle principali banche italiane. 

Nella riunione i dettagli del meccanismo sono stati illustrati verbalmente in un clima definito positivo e che, come hanno spiegato i partecipanti, dà fiducia sul successo dell'operazione. D'altronde lo stesso premier Matteo Renzi in mattinata aveva annunciato che questa è "la settimana giusta" per il piano banche del governo. 

Certo la riunione è stata "interlocutoria" anche perché la documentazione scritta verrà fornita oggi alle banche in modo che i manager possano poi portare il dossier ai rispettivi consigli di amministrazione. 

Lo stesso governo comunque, come ha annunciato il viceministro Morando, agevolerà ancor più la nascita del fondo non con un aiuto pubblico (per non cadere sotto la scure della Ue) ma con norme "di accompagnamento", in modo da velocizzare il recupero crediti, inserendole nel dl banche che affronterà anche il tema indennizzi. Bruxelles, visto che il fondo poggerà quasi del tutto su risorse private, non richiederà un'autorizzazione preventiva ma appunto esaminerà con attenzione i dettagli del meccanismo per vedere se vi sia violazione della normativa sugli aiuti di Stato. 

Nella sede di Via XX Settembre quindi sono arrivati, in tempi diversi gli a.d. di Unicredit e Intesa Sanpaolo mentre verso le 18 è stato il turno di una folta pattuglia di capiazienda delle altre banche: Bnl, Bper, Banco Popolare, Bpm, Creval, Credem e Popolare Sondrio, molti dei quali ignoravano i dettagli del nuovo meccanismo sia sul fronte del prezzo delle quote che sul valore delle sofferenze oltre che sull'impatto sul proprio capitale di una eventuale partecipazione all'operazione. 

La riunione, protratta per quasi due ore, sembrerebbe aver chiarito questi interrogativi. 

Si vedrà ora quali saranno i soggetti che effettivamente parteciperanno al fondo. Il sistema delle fondazioni, malgrado le perplessità di alcuni enti, dovrebbe assicurare circa 500 milioni di euro grazie anche all'attivismo del presidente Acri e della Cariplo Giuseppe Guzzetti. La Cdp appunto dovrebbe mantenere una quota limitata per non alimentare i dubbi di Bruxelles. 

Nel comunicato emesso in serata, Questio rileva come Atlante punti ad "assicurare il successo degli aumenti di capitale richiesti dall'Autorità di Vigilanza a banche che oggi si trovano a fronteggiare oggettive difficoltà di mercato, agendo da back stop facility". 

In prima fila ci sono così Popolare Vicenza e Veneto Banca ma non solo. Sulle sofferenze inoltre (le nette in Italia sono a 88 miliardi di euro) il fondo sottolinea come l'ammontare che potrà essere "deconsolidato dai bilanci bancari sarà di gran lunga superiore a quelle acquistate dal Fondo, in quanto Atlante concentrerà i propri investimenti sulla tranche junior di veicoli di cartolarizzazione, potendo far leva su quelle a maggior seniority per le quali c'è un manifesto interesse da parte degli investitori".

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