Dal Mondo

Migranti: scontri a Idomeni, polizia spara lacrimogeni

13-04-2016

Nuovi scontri sono scoppiati tra la polizia macedone e i migranti bloccati a Idomeni che tentano di scavalcare il recinto al confine con la Grecia. Le autorità greche riferiscono che i poliziotti hanno sparato gas lacrimogeni e granate assordanti per scoraggiare un gruppo di 30 persone che cercava di scavalcare la recinzione di filo spinato con l'uso di coperte. Al momento non si segnalano feriti.

E' stata annullata per motivi di sicurezza la visita che i presidenti di Macedonia, Slovenia e Croazia avevano in programma per oggi al confine fra Macedonia e Grecia. Nel darne notizia, i media macedoni riferiscono che e' stata la polizia a sconsigliare l'arrivo dei tre presidenti, il macedone Gjorgje Ivanov, lo slovemo Borut Pahor e la croata Kolinda Grabar-Kitarovic. I tre capi di stato avevano in programma di visitare il centro di accoglienza profughi a Gevgelija, in territorio macedone, a poca distanza da Idomeni, il campo dall'altra parte in territorio greco, dove in mattinata vi sono stati nuovi scontri fra migranti e la polizia di frontier macedone.

Pioggia di gas lacrimogeni e di granate assordanti dalla Macedonia stamane su centinaia di migranti del campo profughi di Idomeni, in Grecia, un accampamento-lager a pochi chilometri da un confine sigillato da settimane e che più di 500 disperati hanno cercato di superare, tentando di abbattere le barriere di reti e muraglie che bloccano la cosiddetta 'rotta dei Balcani'. Decine i feriti, centinaia le persone intossicate e tra loro anche molti bambini e molte donne dato che il fumo tossico dei lacrimogeni è stato portato dal vento fin sulla tendopoli. I video e le fotografie postati su Internet mostrano persone a terra svenute, con i volontari che cercano di prestare soccorso in condizioni a dir poco precarie. La polizia macedone, secondo molteplici testimonianze, ha anche sparato pallottole di gomma e almeno trenta persone sono state ferite in modo serio e sono state ricoverate nell'ospedale di Kilkis. Le autorità di Skopje hanno negato l'uso delle pallottole di gomma ma da Atene sono arrivate dure parole di critica da chi è costretto a gestire situazioni pressoché insostenibili. "L'uso indiscriminato di prodotti chimici, di proiettili di gomma e bombe assordanti contro persone vulnerabili, e soprattutto senza che tale forza sia giustificata, è un atto pericoloso e deplorevole", hanno affermato operatori umanitari governativi.

Il palinsesto di oggi