Dall'Italia

Migranti. Nuova tragedia nel Mediterraneo

18-04-2016

Nel giorno dell'anniversario della più grande strage dell'immigrazione mai avvenuta nel Mediterraneo - 800 disperati finiti nell'aprile scorso in fondo al mare del canale di Sicilia - un'altra tragedia scuote le coscienze di un'Europa che continua a dividersi e costruire muri: almeno 200 tra somali, eritrei ed etiopi sarebbero annegati al largo dell'Egitto tentando di raggiungere l'Italia.

 

 

ROMA. Nel giorno dell'anniversario della più grande strage dell'immigrazione mai avvenuta nel Mediterraneo - 800 disperati finiti nell'aprile scorso in fondo al mare del canale di Sicilia - un'altra tragedia scuote le coscienze di un'Europa che continua a dividersi e costruire muri: almeno 200 tra somali, eritrei ed etiopi sarebbero annegati al largo dell'Egitto tentando di raggiungere l'Italia. 

Una tragedia che fa dire al presidente della Repubblica Sergio Mattarella che "c'è veramente bisogno di pensare", mentre l'Osservatore romano ricorda la visita del papa a Lesbo e sottolinea: "Il dramma dei migranti non conosce fine". 

Il naufragio resta però ancora avvolto nel giallo, visto che per tutto il giorno si sono rincorse diverse versioni e né alle autorità italiane né alla guardia costiera libica risulta nulla. A rilanciare per prima la notizia è stata la Bbc in arabo, citando media locali somali: secondo il network, 4 barconi partiti dall'Egitto con a bordo oltre 400 persone si sarebbero rovesciati e delle centinaia di migranti che erano a bordo solo una trentina si sarebbero salvati. Fonti egiziane sostengono però di "non avere al momento informazioni". Una versione diversa l'ha fornita il il ministero dell'Informazione somalo, correggendo i numeri della Bbc - che erano però stati confermati dal presidente, dal premier e dallo speaker del parlamento in un comunicato nel quale esprimevano condoglianze alle nazione - parlando appunto di "duecento persone annegate", la maggior parte delle quali di nazionalità somala. 

Infine, un'ulteriore versione dell'accaduto emerge dalla testimonianza al sito somalo 'Goobjoog News' di un uomo che sostiene di essere uno dei sopravvissuti al naufragio. 

"A bordo - ha raccontato Awale Warsame - eravamo circa 500 passeggeri, la maggior parte somali, ma solo 23 si sono salvati. I sopravvissuti, incluso me, sono rimasti in mare per cinque giorni, aggrappati a dei pezzi di legno del barcone per tenersi a galla prima di essere salvati". Secondo il suo racconto, i trafficanti avevano caricato i migranti sul barcone nei pressi di Alessandria d'Egitto il 7 aprile scorso. Il 12 si è verificato l'incidente. "Siamo stati salvati - ha aggiunto Warsame - da una nave filippina nei pressi di un'isola greca". In attesa di conferme ufficiali al naufragio, resta un dato incontrovertibile: la chiusura della rotta balcanica e l'accordo Ue-Turchia per bloccare le partenze verso le isole greche, stanno facendo sì che le migliaia di disperati in fuga da guerre e fame si spostino verso il nord Africa e il Mediterraneo centrale, con l'obiettivo di raggiungere l'Italia. 

Sono oltre 24mila i migranti già sbarcati nel nostro Paese, il doppio dell'anno scorso, e i numeri delle ultime settimane dicono che sono in aumento le partenze da Libia, Egitto e anche Tunisia come dimostra il gommone approdato oggi a Sant'Antioco, in Sardegna, con 16 tunisini ed algerini. 

Ma quella del Mediterraneo centrale resta la rotta più pericolosa, nonostante il dispositivo italiano ed europeo schierato al largo della Libia. E non è un caso che le Ong tornino a ribadire la necessità di aprire "canali sicuri legali" e "corridoi umanitari" per consentire ai richiedenti asilo di raggiungere l'Europa senza sfidare il mare. Su quella rotta, infatti, si continua a morire, come dimostrano i sei cadaveri ritrovati a bordo di un gommone semisgonfio soccorso nella serata di ieri da nave Aquarius della Ong 'Sos Mediterranee. 

Dopo aver recuperato i vivi, 108 persone, si è tentato di trasferire a bordo le vittime ma il gommone si è piegato a V ed è affondato. Non è chiaro ancora se si tratti delle uniche vittime: i migranti hanno infatti parlato di 130-140 persone a bordo prima della partenza da Sabrata ed inoltre altri due uomini, alla vista dei soccorritori, si sono gettati in acqua e sono affogati.

 

 

L'Ue apre al piano italiano ma la Germania rimane critica

 

Di Marco Galdi

 

LUSSEMBURGO. L'Unione europea "dà un grande benvenuto" al 'migration compact' messo sul tavolo dall'Italia, ma Berlino boccia la proposta più innovativa del piano: finanziare con l'emissione di eurobond gli accordi con i Paesi terzi per frenare l'emigrazione. "Il governo tedesco non vede alcuna base per un finanziamento comune dei debiti sulle spese degli Stati membri per la migrazione", ha tagliato corto il portavoce del governo tedesco, Steffen Seibert. 

Da Bruxelles fonti europee hanno riferito che la Germania punterebbe ad una tassa speciale sulla benzina, di cui il ministro delle Finanze Wolfgang Schaeuble avrebbe "già discusso col presidente Jean Claude Juncker". 

Ed il portavoce di Bruxelles, Margaritis Schinas, non si è sbilanciato. "La Commissione Ue - ha detto - ha sempre sostenuto che occorre essere creativi. Abbiamo preso buona nota della proposta italiana, ma sono state formulate anche altre proposte. Non posso dare, in questa fase, una posizione della Commissione Ue". 

Matteo Renzi in serata ha replicato osservando che "l'Ue deve farsi carico del tema. Noi abbiamo proposto gli eurobond. Bene Juncker, se la Merkel e i tedeschi hanno soluzioni diverse ce le dicano, non siamo affezionati ad una soluzione". "Ma sia chiaro - ha aggiunto il premier parlando al Tg1 - che il problema lo deve risolvere l'Ue tutta insieme. L'Italia è tornata dalla parte di chi propone soluzioni, non di chi urla". Da Bruxelles erano già arrivate lodi. 

"Il presidente Juncker è molto contento che l'approccio europeo trovi forte sostegno" da parte dell'Italia e del suo premier, ha detto il portavoce della Commissione europea, aggiungendo che "lavoreremo a stretto contatto con Matteo Renzi per continuare a spingere per avere più Europa". D'altra parte, ha aggiunto, "la Commissione Ue è convinta che solo un approccio europeo più forte, che copra sia la dimensione interna che esterna delle politiche Ue, ci possa aiutare a gestire i flussi dei migranti in modo ordinato, in uno spirito di accresciuta solidarietà e per tornare ad un sistema Schengen pienamente funzionante". 

Intanto a Lussemburgo il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni ha aperto la discussione sul piano italiano con i colleghi europei. 

Nel giorno in cui esattamente un anno fa il naufragio con oltre 800 morti al largo delle coste libiche fece ("finalmente", ha chiosato Federica Mogherini) scattare la reazione europea, Gentiloni ha osservato che la nuova tragedia dei somali "è un motivo in più per discutere il 'migration compact' preparato dall'Italia". L'Alto rappresentante europeo ha definito il piano italiano "un positivo contributo politico per mantenere il focus sul lavoro e aumentare l'impegno combinato di istituzioni e Stati membri". 

Ma ha sottolineato anche che "molti elementi supportano lavori e attività che già facciamo". E ha ricordato che "in seguito al summit de La Valletta è stato creato il Trust Fund per l'Africa con il quale sono già stati allocati 700 milioni di euro per progetti concreti mirati a sostenere non solo le autorità nazionali ma anche progetti locali". 

Mogherini poi ha osservato che è già in corso il dialogo con Mali, Ghana, Costa d'Avorio, Etiopia, Niger, Sudan, che "c'è interesse a rafforzare i legami" con i Paesi del Sahel e che i ministri europei hanno "deciso di continuare ad investire per garantire che controllino il territorio".

Il palinsesto di oggi