Dall'Italia

Tangenti. Arrestati ufficiali dell'Esercito

19-04-2016

 

 

CASERTA. Un intero ufficio dell'Esercito, il X Reparto Infrastrutture di Napoli, deputato all'affidamento di appalti per i lavori nelle caserme, trasformato in un "comitato d'affari" in grado di turbare gare e procedure a beneficio di un solo imprenditore, e in cui vigeva "un sistema corruttivo" che riguardava tutti i responsabili, dagli alti ufficiali agli addetti civili. E' quanto sostengono gli inquirenti della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere nell'ambito dell'inchiesta ieri ha portato in carcere, con l'imprenditore Francesco Caprio, l'ex comandante del reparto, Lucio Eugenio Cannarile, i due tenenti colonnello Gaetano Mautone e Antonio Crisileo, rispettivamente capo ufficio amministrazione del Reparto e capo ufficio Contratti, il tenente colonnello Raffaele Bisogno, capo Ufficio Lavori, e i due dipendenti civili Aniello Palomba e Cinzia Giunta, moglie di Bisogno. 

Gli ufficiali coinvolti nell'inchiesta sono stati tutti sospesi dall'Esercito che, confermando la piena collaborazione ai magistrati, ribadisce "tolleranza zero nei confronti del personale responsabile" di comportamenti "che ledono il prestigio e la reputazione di una Istituzione fondata su principi di onestà e senso del dovere". 

I reati contestati, a vario titolo, agli indagati sono la corruzione e la turbativa d'asta. Caprio era già finito in carcere con Mautone e Crisileo nel gennaio scorso, durante la prima fase dell'inchiesta, in cui era emerso il pagamento da parte dell'imprenditore ai due ufficiali di tangenti di 35mila e 9mila euro per l'affidamento, avvenuto nel 2014, di tre lavori alle caserme "Oreste Salomone" di Capua e "Rispoli" di Maddaloni. 

Il prosieguo degli accertamenti ha poi permesso di accertare l'esistenza, sempre nel 2014, di una quarta gara "truccata" in cambio di tangenti, quella relativa ai lavori al deposito munizioni di Carditello, località del comune di San Tammaro (Caserta) nota per la Reggia borbonica, per la quale sarebbe stata versata una tangente di circa 20mila euro. 

"Ci sono 4mila euro da dare", dice in una telefonata il colonnello Gaetano Mautone all'imprenditore Caprio, con riferimento, sostengono gli inquirenti, ad una parte della tangente, quella che doveva andare al tenente colonnello Bisogno. 

Il "sistema", afferma la Procura, prevedeva il pagamento di tangenti pari al 10% del valore degli appalti. Dalle indagini sono dunque emerse le responsabilità di tutti i componenti delle commissioni di gara, e soprattutto dell'ex comandante Cannarile, il quale viene più volte citato nelle intercettazioni ed è inoltre chiamato in causa dallo stesso Caprio, che dopo il primo arresto di gennaio ha spiegato agli inquirenti di essersi rivolto proprio a Cannarile per riferirgli delle pressioni ricevute dai due ufficiali (Mautone e Crisileo), che "non si accontentano mai". 

"Il Comandante - ha raccontato l'imprenditore - non fece nulla". Dalle intercettazioni sono emersi i riscontri più importanti. In un'altra conversazione gli inquirenti trovano la prova della manipolazione delle gare. "Inviami l'offerta via posta o via fax" dice sempre Mautone all'imprenditore concorrente di Caprio, che perderà la gara. Gli inquirenti hanno poi scoperto che nell'offerta fatta pervenire da Caprio, tra l'altro non protocollata, il ribasso, molto elevato, era stato scritto a penna.

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