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Serie A. La Juve affonda la Lazio

20-04-2016

 

Scudetto sempre più vicino per la Juventus: dopo il 3-0 alla Lazio (Mandzukic e doppio Dybala) ai bianconeri basterà fare un punto a partita nelle ultime quattro giornate per restare sicuramente davanti al Napoli e festeggiare il quinto titolo di fila. La 23ma vittoria nelle ultime 24 gare di campionato è arrivata abbastanza facilmente: la Lazio che Simone Inzaghi provava a riportare in zona Europa League non ha rinunciato in partenza, ma ha finito per soccombere nettamente. Rimasta in 10 all'inizio della ripresa per l'espulsione di Patric - già ammonito, ha tenuto per la maglia in due riprese, sotto gli occhi di Mazzoleni - si è squagliata. E solo le grandi parate di Marchetti hanno evitato un passivo più pesante. 

Proteste dei biancocelesti per una presunta trattenuta di Pogba su Lulic nel prepararsi la strada per l'assist (il nono del campionato) dell'1-0 di Mandzukic e per il rigore assegnato per fallo di Gentiletti su Bonucci (che ha forse accentuato la caduta), ma il largo successo dei bianconeri non fa una grinza. 

E la Lazio, sulla carta con un 4-4-3 che in realtà era un 4-3-2-1 con Djordjevic un po' isolato in avanti e Felipe Emerson troppo largo sulla destra, non ha potuto fare molto per opporsi allo strapotere bianconero ed al suo terzetto difensivo impeccabile. Serata un po' sonnacchiosa di Pogba, a parte l'assist a Mandzukic, ma Hernanes non ha fatto rimpiangere Marchisio e Mandzukic-Dybala hanno scardinato la difsa laziale con facilità. 

La Lazio ha provato a sorprendere la Juventus, e c'è voluta una tempestiva scivolata di Rugani per anticipare Onazi pescato in area con un lancio lungo. I bianconeri si sono mangiati almeno due gol fatti nel primo tempo: Dybala ha angolato troppo poco un rasoterra dopo che Lichtsteiner aveva aperto la difesa biancoceleste sulla fascia facendosi respingere il tiro (9') di piede da Marchetti, più clamoroso l'errore di Pogba (32') che, su un contropiede sul filo del fuorigioco, dal dischetto del rigore ha tirato addosso al portiere. 

La Lazio ha dovuto subire molto (7 calci d'angolo nei primi 45', sinistro di Alex Sandro sull'esterno della rete, girata di testa deviata da Marchetti)), è andata sotto al 39' su azione di calcio d'angolo: controllo di Pogba e palla nel mucchio, spinta in rete con la punta del piede da Mandzukic. 

L'espulsione di Patric al 4' st ha reso ancora più facile il compito della Juventus: raddoppio vicino con una punizione di Hernanes, respinta in tuffo da Marchetti, poi il rigore del 2-0. E ogni residua incertezza è finita: Marchetti si è arreso a Dybala in un contropiede innescato da Mandzukic, poi gli ha negato la tripletta. Ed ancora nel finale ha salvato la sua porta. Inefficaci, con la squadra in inferiorità numerica, i cambi di Simone Inzaghi: Milinkovic al posto di Parolo, Basta per Felice Anderson ed, infine, Cataldi per Biglia. 

Per lo 'Stadium' bianconero, pronto all'ennesima festa scudetto, è già tempo di pensare al mercato. E la partita è finita con il coro: "Non si vende Pogba, non si vende Pogba". 

 

 

Totti in 3 minuti salva la Roma

 

LA ROMA TORNA nelle mani del suo capitano come se fosse finita all'improvviso in un film sulla magia del calcio. Appena tre minuti, dal 41' al 44' della ripresa, per far vincere i giallorossi, far esplodere l'Olimpico di gioia, riempire la curva Sud quasi che non se ne fosse mai andata via, e forse cambiare il corso della sua storia d'amore con la maglia n.10 che ormai sembrava segnata. 

A quattro minuti dal termine di Roma-Torino, Francesco Totti entra e dà ragione a chi ancora crede che il calcio a volte sia davvero incredibile. In soli 15'' il capitano giallorosso pareggia la gara sul 2-2 e subito dopo segna il rigore del 3-2 che rilancia la squadra di Spalletti anche per il secondo posto Champions in attesa del Napoli e scaccia i fantasmi dell'Inter, fermato in casa del Genoa. Il tutto a punire un bel Toro, capace di prendersi meritatamente il primo tempo e di ripassare in vantaggio dopo l'1-1 di un Manolas doubleface, tanto inguardabile nei primi 45' quanto coriaceo e volitivo nella seconda parte della gara. Pronti via e la Roma rischia di passare in svantaggio dopo soli 20'': liscio di Manolas, Martinez sfiora l'1-0 con un bel tiro da fuori area. 

Il primo sussulto della Roma è con il rientrante Maicon che d'esterno appena dentro l'area si fa parare il tiro da Padelli, poi ci pensa Salah a impensierire il portiere granata con un rasoterra di poco a lato. La Roma però si spegne sul nascere e sembra tornata ai tempi bui di Rudi Garcia ben lontana da quella delle otto vittorie consecutive dello Spalletti-2. 

Il Toro, pur senza accelerare più di tanto, va vicino al gol sempre con Martinez imbeccato da una arrembante Peres e poi con Belotti che coglie il palo con una fucilata da fuori area con Szczesny battuto. Si arriva al 34': Manolas atterra Belotti in area tirandogli vistosamente la maglia, l'arbitro Calvarese è coperto ma il fallo non sfugge all'addizionale d'area Giacomelli. È rigore sacrosanto, lo stesso Belotti dal dischetto non sbaglia mandando la Roma in svantaggio 0-1 all'Olimpico per la terza partita consecutiva. 

Negli ultimi minuti del primo tempo i giallorossi sembrano destarsi: Nainggolan va vicino all'1-1 con un bel tiro da fuori, mentre nè l'arbitro nè gli assistenti vedono un netto fallo di mano in area di Silva. 

Nella ripresa la Roma spinge e si vede non fischiare un altro calcio di rigore: altro fallo di mano netto, questa volta di Gazzi su tiro di Nainggolan. Per Calvarese è tutto regolare ma le proteste di giocatori e pubblico sono veementi. 

Entra Dzeko e la Roma agguanta il pari, al 21' st su calcio d'angolo di Perotti Manolas salta più in alto di tutti non lasciando scampo a Padelli. È l'1-1, la squadra di Spalletti si ribalta in avanti alla ricerca del gol vittoria per continuare a sognare il secondo posto ma il Torino ne approfitta per assestare un contropiede da applausi con il solito Peres. È splendido il cross tagliato del laterale granata che passa sotto gli occhi dei difensori giallorossi e finisce sul piede del liberissimo Martínez. Il colombiano riporta il Toro in vantaggio. 

È qui che Spalletti, dopo tutte le polemiche di Bergamo, decide di giocarsi la carta Totti a 4' dalla fine dei tempi regolamentari.Il capitano segna il gol del 2-2 dopo soli 15'' dall'ingresso in campo: punizione di Pjanic spizza Manolas e spaccata sul secondo palo di Totti che si invola ad esultare in solitaria sotto la curva Sud come ai tempi dei due gol segnati nel derby finito 2-2 l'anno scorso. Ma non è finita: al 44' Perotti crossa in area, la palla viene deviata con il braccio da Maksimovic e  Calvarese concede il rigore. Sul dischetto va Totti il quale firma un gol che, oltre a lasciare aperta la strada che porta all'ingresso diretto in Champions, potrebbe allungare la sua storia con la Roma di ancora un anno.     

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