Dal Mondo

Migranti. Obama: "Merkel dalla parte giusta"

24-04-2016

Angela Merkel, sull'emergenza profughi, è "dalla parte giusta della storia". I toni di Barack Obama, nel corso di quella che è probabilmente l'ultima visita in Germania da presidente degli Stati Uniti, sono talmente entusiastici nei confronti dell' "amica" cancelliera che l'asciuttissima Dpa sentenzia a fine giornata: "Di più avrebbe potuto solo baciarla".

 

BERLINO. Angela Merkel, sull'emergenza profughi, è "dalla parte giusta della storia". I toni di Barack Obama, nel corso di quella che è probabilmente l'ultima visita in Germania da presidente degli Stati Uniti, sono talmente entusiastici nei confronti dell' "amica" cancelliera che l'asciuttissima Dpa sentenzia a fine giornata: "Di più avrebbe potuto solo baciarla". E i due leader, che hanno inaugurato insieme la fiera dell'Industria ad Hannover, dopo un faccia a faccia di due ore, si sono mostrati perfettamente allineati anche sul Ttip. 

"Gli Usa sono pronti a firmarlo entro quest'anno", ha affermato il presidente americano. Parole che hanno trovato subito eco nelle esternazioni della padrona di casa: nonostante le "tante riserve e paure, un successo è possibile" nel 2016 anche per Merkel, la quale si è impegnata a mobilitare l'Ue per la causa. 

Eppure in Germania l'accordo di libero scambio fra Usa e Unione europea incontra grande diffidenza: sabato circa 35mila persone hanno protestato nel capoluogo della Bassa Sassonia; e anche ieri in duecento hanno manifestato contro il patto, che stando ai due leader "aumenterà e non abbasserà gli standard, migliorando le tutele sul lavoro, sull'ambiente e per i consumatori". 

Aiuterà anche il Sud Europa, ha incalzato Obama, perché il Ttip creerà nuova occupazione. Alla vigilia di un G5 informale - oggi ad Hannover Obama e Merkel incontreranno Matteo Renzi, Francois Hollande e David Cameron per affrontare le emergenze del terrorismo e dei migranti - i due leader si sono confrontati a quattr'occhi anche su Libia, Siria e Ucraina. Hanno espresso forte preoccupazione per la ripresa dei combattimenti ad Aleppo, ribadendo che "la soluzione non può essere che politica" a Damasco; mentre Obama ha spiegato di ritenere "molto difficile creare delle zone di sicurezza", ipotesi rilanciata dalla cancelliera. Centrale in agenda anche la necessità di sostenere il governo libico: "E' tutt'altro che facile avere uno Stato adeguato in Libia e siamo concentrati su questo", ha spiegato Merkel. 

Alla richiesta di Washington di aumentare l'impegno sulle spese militari e di fronte all'insistente sottolineatura dell'importanza del partner tedesco nel contrasto all'Isis, la cancelliera ha risposto che Berlino è "molto più attiva" - in Iraq, come in Africa, in Siria nel sostegno a Hollande, come in Afghanistan, dove ha ribadito la propria presenza - proprio perché vede "minacciata la propria sicurezza". 

È sull'emergenza profughi poi che il presidente americano ha toccato quasi un registro sentimentale: Angela "è dalla parte giusta della storia", ha affermato, e "deve essere ammirata" per la sua leadership "coraggiosa". Forse ha compreso così bene i rifugiati, ha spiegato, "perché ha vissuto dietro un muro e sa cosa sia l'aspirazione alla libertà". "Sono orgoglioso anche del popolo tedesco", ha aggiunto a riguardo. L'amica di cui è "fiero", stando alle parole usate in un'intervista rilasciata ieri alla Bild, è stata lusingata in più momenti e modi: lodi per l'ironia - "voi non lo sapete perché è sempre molto seria in pubblico, ma ha grande senso del'umorismo" - come per il pugno fermo. 

"È stata il rapporto e l'amicizia più importante del mio mandato presidenziale", ha sostenuto. E quando gli è stato chiesto se invidiasse la circostanza che, al contrario di lui, Merkel potrà ricandidarsi senza limiti alla guida del Paese, ha risposto: "No non la invidio. Ma sono contento che sia ancora qui, il mondo potrà giovarsene".

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