Economia

La crescita americana rallenta

28-04-2016

 

NEW YORK. L'Azienda America rallenta. L'economia cresce di un modesto 0,5% nel primo trimestre, il tasso più basso degli ultimi 24 mesi, confermando come la ripresa americana che prosegue da anni non riesce però a decollare. Anni in cui, afferma Barack Obama, gli Stati Uniti hanno compiuto molti progressi, invertendo la spirale negativa in atto quando lui ha assunto l'incarico. 

Il presidente, in un'intervista al New York Times, difende la strada fatta, e guarda avanti alla campagna elettorale in corso, definendo una "fantasia" i piani economici dei candidati repubblicani alla Casa Bianca, Donald Trump, Ted Cruz e John Kasich. 

"Confrontando la nostra performance economica con quella di altri paesi che hanno sperimentato crisi finanziarie, noi probabilmente l'abbiamo gestita meglio di qualsiasi altra grande economia sulla Terra nella storia moderna", ha detto Obama, ammettendo comunque che la ripresa non è sentita da tutti allo stesso modo e ribadendo che dice il falso chi ritiene che gli Stati Uniti si trovano in una posizione peggiore di sette anni fa. 

"Staremmo peggio senza le misure che abbiamo preso", ha ribattuto il presidente. I suoi due mandati sono stati definiti da due "importanti" battaglie, la riforma di Wall Street e l'Obamacare. Pur avendo apprezzato il film "The Big Short" sulla crisi finanziaria, Obama si dice però in disaccordo con le sue conclusioni, che suggeriscono uno status quo a Wall Street. 

"Il sistema finanziario è significativamente più stabile", Wall Street è cambiata, ha messo in evidenza, concedendo a Bernie Sanders la ragione almeno su una cosa, ovvero che nonostante le riforme "è vero che non abbiamo smantellato Wall Street". 

Le iniezioni di liquidità, incluso il piano di rilancio da 800 miliardi di dollari varato da Obama all'ingresso alla Casa Bianca, hanno sventato il peggio. Ma la ripresa degli Stati Uniti non decolla, anche se l'economia americana continua ad avere perfomance migliori di quella europea. La crescita del +0,5% del pil nel primo trimestre delude le attese degli analisti, che scommettevano su un + 0,7%. 

A rallentare la corsa sono stati i consumi deboli, saliti solo dell'1,9% a fronte del +2,4% degli ultimi tre mesi del 2015. "Resta da fare", afferma la Casa Bianca commentando il dato sul pil. La frenata del primo trimestre conferma la cautela della Fed nell'aumentare i tassi di interesse. La porta resta aperta a una stretta entro l'anno, con gli analisti che prevedono due ritocchi al rialzo, uno fra giugno e luglio e l'altro a dicembre. Wall Street reagisce con debolezza alla crescita deludente americana, con gli indici in territorio negativo. 

A pesare di più del pil sono però le decisioni di politica monetaria della Banca centrale giapponese, che ha lasciato invariato il piano di acquisto titoli e mantenuto fermi i tassi in territorio negativo. Una doccia fredda per le piazze finanziarie, che si attendevano nuovi stimoli.

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