La politica

Migranti. L'Italia chiede appoggio all'Ue

05-05-2016

 

ROMA. E' un "puro esercizio di propaganda" la minacciata chiusura del Brennero da parte dell'Austria. Ma poiché anche il tempo della propaganda "non è infinito" e Vienna è tornata ieri a ribadire la possibilità di "nuove misure al confine", il governo italiano chiede con insistenza un cambio di passo da parte di Vienna e la rassicurazione che l'Ue sarebbe pronta a mettere in campo "un'iniziativa" nel caso in cui divenisse "concreta" quella che al momento è una "provocazione elettorale". Matteo Renzi lo ribadisce alla vigilia di una due giorni importante per l'Italia sul fronte europeo. 

Oggi e domani infatti Roma diventerà crocevia per i vertici delle istituzioni Ue, che saranno in Vaticano per la consegna del premio Carlo Magno a Papa Francesco. E il premier avrà occasione di parlare del dossier migranti e della ‘minaccia' del Brennero con ciascuno di loro, ma anche con Angela Merkel. Renzi, che ha incontrato la cancelliera tedesca la scorsa settimana al G5 di Hannover, ospiterà oggi a pranzo Merkel a Palazzo Chigi. 

Sul tavolo, temi cruciali: immigrazione, crescita e anche il rischio Brexit. Dopo aver ribadito, in risposta al presidente della Bundesbank, Jens Weidmann, che l'Italia non accetta "lezioni", sulla politica economica e la flessibilità Renzi ribadirà la richiesta di un "cambio radicale" in Ue. 

Quanto ai migranti, c'è sintonia - assicurano fonti italiane - tra Roma e Berlino. Non sono fonti di tensione - aggiungono - la richiesta tedesca (accolta dalla Commissione) di prorogare di sei mesi la sospensione di Schengen e neanche la bocciatura della proposta italiana di eurobond per finanziare il sostegno ai Paesi africani. Tanto che tra i temi del colloquio potrebbe esserci anche la ricerca di meccanismi alternativi di finanziamento per provare a bloccare alla radice, in Africa, i flussi migratori. Sul ‘dossier Austria' il premier ha apprezzato il fatto che anche il ministro degli Esteri tedesco Frank-Walter Steinmeier abbia bollato come "propaganda" la minaccia. E buon viatico è anche il sostegno dell'Italia a un tema caro alla cancelliera come l'accordo sui migranti con la Turchia. Renzi difende l'accordo con Ankara nel question time alla Camera. E, nelle risposte a Lega e Fdi, ribadisce che non c'è un allarme particolare sugli arrivi nel nostro Paese: i numeri, spiega, certificano un lieve aumento rispetto al 2015 (da 28.653 a 27.500) e l'Italia continua a salvare vite per "difendere dignità" rispetto a chi, come la Lega o - fuori dai nostri confini - l'Austria, fa "l'operazione pericolosa" di giocare sulla "paura". 

Ma il nostro Paese lamenta una collaborazione scarsa degli altri Stati Ue: sono "ridicoli" i numeri delle "relocation" dei migranti, denuncia il capo dipartimento immigrazione del Viminale Marco Morcone. E parole di sostegno all'Italia arrivano dal vicepresidente della commissione Ue Frans Timmermans: Italia e Grecia "sono state lasciate sole", afferma, mentre la commissione propone di riformare il meccanismo di Dublino con un "contributo di solidarietà" da 250mila euro per ogni profugo che ci si rifiuti di accogliere. Renzi vedrà Timmermans questa mattina, poi nel pomeriggio parlerà con il presidente della Commissione Jean Claude Juncker (a pochi giorni dal giudizio della commissione sui conti italiani) e con il presidente del Parlamento Ue Martin Schulz. Domani mattina poi un colloquio con il presidente del Consiglio Ue, Donald Tusk, e nel pomeriggio a Firenze, in occasione del convegno State of the Union, il premier maltese Joseph Muscat. 

Sono alcuni dei sostenitori più convinti della proposta di Migration Compact dell'Italia, dunque anche con loro il tema immigrazione sarà centrale. I vertici delle istituzioni Ue saranno inoltre questa sera in Campidoglio, nella sala degli Orazi e Curiazi dove furono firmati i trattati del '57, a parlare di futuro dell'Ue. E venerdì mattina incontreranno Papa Francesco, prima di consegnargli il premio Carlo Magno, per il lavoro svolto in favore dell'integrazione e per il suo messaggio di "pace e comprensione".

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