Dall'Italia

Migranti. Intercettazioni dei trafficanti: "Ne ho picchiati tanti"

11-05-2016

 

BARI. Contrasti violenti fra trafficanti di clandestini per il controllo dei transiti irregolari emergono dalle intercettazioni telefoniche a carico degli indagati dalla Procura di Bari fermati martedì nell'ambito di una più ampia indagine per terrorismo internazionale. "Fino ad ora non ho avuto mazzate, io ho picchiato tantissime persone, anche a Londra, in Ungheria, Francia" dice al telefono lo scorso 5 maggio il 29enne afghano Gulistan Ahmadzai, in carcere a Bari da martedì per il reato di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Parla con un uomo che chiama "Mama" (zio paterno), e gli riferisce di aver minacciato un conna-zionale che voleva toglierli il lavoro (di trafficante di clandestini secondo la Dda) dicendogli "se tu vieni io ti sparo alla testa!" Quello mi ha detto: "Ah, si?" Io gli ho detto: "Si! E' venuto e a metà strada se ne è ritornato." Si era avvicinato a me e io gli ho detto: "Vieni!" Quello mi ha detto: "Io porto i Curdi" e io gli ho detto "portane venti". 

Adesso tu vieni in Ungheria, se in Ungheria se si lavora bene è bene, altrimenti ti porto al Porto di Nikh... Perché io ho fiducia di te. Hai capito?". 

Le indagini avrebbero infatti accertato che l'uomo stava per partire per l'Ungheria, dove voleva trasferirsi per continuare proprio in quel Paese la sua attività illecita ed è uno degli elementi che ha convinto gli inquirenti baresi ad eseguire i fermi d'urgenza. 

Per lo stesso reato di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina è stato fermato martedì a Milano, su disposizione della Dda di Bari, anche il 24enne pakistano Zulfiqar Amjad. Parlando al telefono, gli indagati si preoccupano anche di trovare le tratte migliori per consentire il passaggio dei clandestini. "La via della Grecia è bloccata, non lo sai?" dicono e, in un'altra intercettazione, spiegano che "andare in Grecia dalla Turchia è un problema, perché la Grecia ha pagato la Turchia affinché non faccia passare clandestini". 

Gulistan e Zulfiqar saranno sottoposti oggi a interrogatorio di convalida del fermo, il primo nel carcere di Bari, il secondo a Milano per rogatoria. A Bari sarà anche interrogato il presunto terrorista fermato dai carabinieri baresi, il 23enne afghano Hakim Nasiri, lo stesso immortalato in un selfie con il sindaco di Bari Antonio Decaro e in numerose foto con in mano armi da guerra. Altri due presunti terroristi afghani sono invece riusciti a sfuggire alla cattura. Intanto le indagini sulla presunta cellula jihadista continuano. La Procura di Bari sta in queste ore valutando strategie investigative e tecniche per sbloccare l'iPhone "non violabile" di un afghano 30enne indagato per il momento a piede libero. Accertamenti sono inoltre in corso su altri due telefoni cellulari sequestrati martedì contestualmente all'esecuzione dei provvedimenti di fermo.

 

 

 

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