Economia

Italia-Ue. Padoan: "noi rispettiamo le regole"

11-05-2016

 

 

BRUXELLES. In vista del giudizio sul rispetto del Patto di stabilità per il 2015, in arrivo il 18 maggio assieme alla risposta sulla flessibilità, l'Italia prova a rassicurare la Commissione europea preoccupata dal suo debito elevato. Convincere la Ue è necessario per fugare il rischio di una procedura che nessuna delle due parti vuole che si concretizzi. Ma, per farlo, c'è bisogno di argomentazioni convincenti che aiutino Bruxelles a 'interpretare' al meglio le regole, evitando di applicare alla lettera quella rigida disciplina che non vedrebbe alternativa alle sanzioni visto che l'Italia, nel 2015, è in conclamata violazione della 'regola del debito'. 

E' per questo che il ministro dell'economia Pier Carlo Padoan ha inviato una lettera a Bruxelles, accompagnata da un articolato documento che illustra i 'fattori rilevanti' alla base dell'andamento del debito. Fattori che, secondo l'Italia, giustificano gli scostamenti dagli obiettivi. Il problema è tutto nel target di riduzione del debito, espresso in termini di 'sforzo strutturale'. 

La Commissione si aspettava dall'Italia per il 2015 una riduzione del deficit strutturale di 0,2%, e invece lo scorso ottobre ha preso atto che lo sforzo è stato di appena 0,1%. Nel 2016 aveva chiesto 0,1%, e invece il saldo strutturale è peggiorato di 0,7%. Con la conseguenza che il debito non ha seguito la traiettoria di discesa concordata, ma è invece rimasto fermo al 132,7%. 

Per Padoan ci sono buoni motivi, o 'fattori rilevanti', che Bruxelles dovrebbe tenere in considerazione. Prima di tutto, la dinamica dei prezzi e la pressione deflazionistica che rendono il rispetto della regola del debito "particolarmente impegnativo". C'è poi da tenere conto dell'impatto negativo che avrebbe una politica di consolidamento più marcata in condizioni di bassa crescita, della differenza di calcolo dell'output gap che penalizza l'Italia e "impatta severamente sulla valutazione del rispetto del Patto di stabilità", e delle riforme strut-turali che migliorano il potenziale di crescita dell'economia, ma che nella fase iniziale di attuazione comportano dei costi. 

Padoan invita anche a considerare elementi di virtuosismo delle finanze pubbliche del Paese, come l'evoluzione dell'avanzo primario e la sostenibilità di lungo periodo del debito. "Siamo fiduciosi che questi elementi siano tenuti nella dovuta considerazione dalla Commissione", scrive il ministro. Bruxelles, che aveva già scritto all'Italia il 2 maggio scorso chiedendo di illustrare proprio i 'fattori rilevanti', ha ricevuto la missiva ma non si pronuncerà fino al 18 maggio. Nel frattempo, proseguirà il confronto con le autorità italiane per cercare una soluzione sul 2015 che non aggravi le richieste al Paese. Come invece dovrebbe succedere con Spagna e Portogallo, contro cui la Commissione sarebbe intenzionata ad aprire una procedura sanzionatoria per mancato rispetto della riduzione del deficit. 

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