Sport

Giro d'Italia. Lo Squalo si è inceppato

25-05-2016

 

 

ANDALO (Trento). Si è inceppato il campione e nessuno sa il perché. Se tre indizi fanno una prova, questo non sarà il Giro di Vincenzo Nibali, le cui speranze di rimettere in piedi una corsa in cui non ha mai dato l'impressione di poter essere mattatore, naufragano sulla salita del Fai della Paganella al termine di un pomeriggio cominciato sotto i peggiori presagi, con un nuovo salto di catena (il secondo in due tappe, un record). L'olandese Kruijswijk, sempre meno maglia rosa per caso, e ieri secondo dietro il vincitore di tappa Valverde, consolida il primato e mette le mani sul Giro. 

Quello di Nibali è quasi uno psicodramma. Il corridore siciliano - secondo un copione già visto in precedenza - attacca per primo anche nella 16ma tappa, da Bressanone ad Andalo, 132 km tutti in Trentino con due Gran premi della montagna impegnativi ma non proibitivi; ma anche stavolta non riesce a scavare il solco tra sé e gli altri che lo riprendono subito quando prova a staccarli sul passo della Mendola. Finisce invece per perdere terreno non appena gli altri lo attaccano. 

L'agguato al campione d'Italia scatta quando mancano sedici chilometri all'arrivo e il gruppetto di testa con tutti i migliori, privo del colombiano Chaves a una quarantina di secondi, affronta il Fai della Paganella, cima su cui Francesco Moser fece la gamba prima di stabilire il record dell'ora. A mettere a nudo le difficoltà dello 'Squalo' sono lo spagnolo Valverde, la maglia rosa Kruijswijk, e il russo Zakarin. 

Nibali recupera qualcosina in discesa, dove lo svantaggio scende da 32 a 25", ma poi crolla letteralmente negli ultimi cinque chilometri verso Andalo, quando il passo si fa pesante e il siciliano viene staccato anche da Chaves, nel frattempo rientrato sui migliori all'inseguimento. Alla fine il ritardo è di 1'47", un'enormità maturata in un niente e un macigno sulla classifica generale, dove ora Nibali è quarto a 4'43" dall'olandese, scavalcato anche da Valverde che si leva la soddisfazione di vincere la tappa allo sprint su Kruijswijk. 

"Il Giro di Vincenzo penso finisca qui", prevede il ct Cassani. Il dopo gara è un rincorrersi di supposizioni sul perché della 'debacle': dai rapporti da separato in casa con l'Astana, alla preparazione sbagliata, dalla insostenibile pressione di chi è costretto a vincere fino ai presunti guai di salute per venire a capo dei quali il medico dell'Astana annuncia esami clinici imminenti. 

Il suo allenatore Paolo Slongo non sa darsi pace: "Vincenzo stava bene fino alle Dolomiti, ma ora è chiaro che c'è qualcosa che non va. Gli faremo fare delle analisi per capire cosa ha e se non dovesse stare bene sarebbe inutile proseguire". 

La resa di Nibali ha un contraltare nella prova di forza di Kruijswijk. La maglia rosa ha sempre il controllo della gara andando a ricucire ogni qual volta i suoi rivali tentano lo scatto. Anzi, è lui stesso ad andare all'attacco in un paio di circostanze. 

"Sto bene - spiega alla fine l'olandese - ma non ho ancora vinto, mancano cinque tappe di cui due difficili, anche se adatte a me perché in salita". 

Giro ancora in dubbio? Macché. Alejandro Valverde, dall'alto dei suoi 36 anni, non usa giri di parole: "Il Giro? L'ha già vinto Kruijswijk". Con buona pace di tutti i big. 

 

Il palinsesto di oggi