La Cucinotta in copertina della rivista "è Italia" difende il cinema italiano e esporta l'immagine del Bel Paese
ROMA. "Gianni Alemanno non mi sembra affatto contrario alla Festa del cinema di Roma, credo abbia altri problemi da risolvere. E' il solito chiacchiericcio del dopo elezioni": è questo il giudizio, sulle polemiche circa il futuro della Festa di Roma, da parte di Maria Grazia Cucinotta, che ha appena finito di girare con Alfonso Arau L'imbroglio nel lenzuolo. Sulla possibilità di mettere più al centro il cinema italiano nella futura Festa di Roma, l'attrice de Il postino è in qualche modo d'accordo: "Il nostro è un cinema da rivalutare che spesso si nasconde dietro quello degli altri. Non dobbiamo dimenticarci poi - aggiunge - che il cinema è nato qui".
Maria Grazia Cucinotta è 'Ambasciatrice di Italianità' per la rivista 'è Italia' che le regala la copertina dell'ultimo numero del bimestrale e la farà approdare dal 12 maggio sul New York Times. L'attrice, in posa un po' Sophia Loren, e con vestito a fiori ampiamente scollato ammicca un bacio dalla copertina con sullo sfondo una città di mare.
La rivista che è una delle bandiere dell'informazione italiana nel Mondo (distribuita anche da America Oggi) ha scelto la Cucinotta non solo per il fatto di essere molto amata e conosciuta in Italia, ma soprattutto per il successo che riscuote anche all'estero tra le donne italo-americane di successo (fascia di età 30/50 anni - fonte WICC) che l'hanno prescelta come immagine di eccellenza italiana. Infatti le donne italo-americane hanno espresso una preferenza assoluta su Maria Grazia Cucinotta rispetto ad altre candidate per una immagine di bellezza Made in Italy che riconduce all'Italia più positiva. Una Cucinotta descritta nel bimestrale in tutte le sue sfumature di attrice, produttrice e madrina umanitaria. ‘è ItaliA' diffusa nel Mondo anche online su www.italplanet.it. Sarà in edicola in Italia prima in allegato a Economy e poi dal 12 maggio negli Stati Uniti con il New York Times.
L'attrice ha appena finito di girare L'imbroglio nel lenzuolo di Alfonso Arau. Siamo nel 1905 e il cinematografo sta per conquistare Napoli, ma atterrisce i cafoni del circondario ai quali pare una diavoleria che chiamano "'o 'mbruoglie dint'o lenzuolo". Marianna (Cucinotta), erbivendola analfabeta, scopre di essere l'attrice di La casta Susanna, un film di sei minuti in cui si bagna nuda nel lago d'Averno. Ma com'é accaduto che Marianna sia diventata, a sua insaputa, la protagonista del film? La verità la sa Federico, il realizzatore della pellicola, ma intende ricostruirla anche Beatrice, la scrittrice torinese a cui era stato inizialmente offerto il ruolo. Le loro due voci si alternano, così, a quella di Marianna in un doloroso sforzo di memoria che ripercorre la storia del film e dei loro tormentati rapporti.












