Inter. Per due volte raggiunta, la capolista fallisce il 3-2 dal dischetto con Materazzi
NON È IL 5 maggio, ma poco ci manca. Era tutto pronto per la festa, 80mila tifosi con la maglia nerazzurra a creare "la bolgia" richiesta da Mancini, un avversario che non aveva nulla da chiedere alla classifica e anche il sole nel cielo.
Invece l'Inter conosce l'ennesima giornata da psicodramma totale, facendosi bloccare sul 2-2 dal Siena al termine di 90' con momenti tragicomici ed emozioni che nessuno poteva prevedere. Il protagonista non poteva che essere Marco Materazzi, cioé il miglior giocatore a due facce del campionato: campione del mondo con gol in finale e autore dell'errore dal dischetto che potrebbe essere decisivo per lo scudetto.
Ma non solo: il difensore nerazzurro cade da solo e la sua schiena si materializza dal nulla per ribattere un tiro a botta sicura di Cruz. "Che ci fai lì?", gli urla Mancini incredulo. "Ce l'ha fatta perdere" dice Moratti dopo il rigore sbagliato.
Non è andata come l'anno scorso, quindi, quando Materazzi segnò il rigore e anche l'altro gol che servirono all'Inter per battere il Siena e vincere lo scudetto. E con il pareggio di ieri sono sette i punti che la Roma ha rimontato ai nerazzurri in cinque giornate. Incredibile e imprevedibile, ma quando c'é l'Inter, tutto è possibile, il 5 e anche l'11 maggio.
E il fantasma dello scudetto perso nel 2002 sarà completo quando domenica prossima Zanetti e compagni si ritroveranno di fronte Hector Cuper alla guida di un Parma con un piede in serie B ma ancora in lotta per salvarsi.
Massimo Moratti voleva evitare tutto ciò: "No, Cuper no, vi prego", diceva in settimana commentando un'eventualità che sembrava davvero remota e che invece si è concretizzata al termine del più classico pomeriggio da pazza Inter.
C'é tanta follia nerazzurra, ma il merito va anche al Siena di Mario Beretta che mantiene tutte le promesse fatte in settimana e che non fa nessuno sconto. Maccarone e Kharja sono i suoi uomini chiave non solo per i due gol, ma anche per lo spirito che danno a tutti i loro compagni che lottano fino all'ultimo minuto, dando una grandissima prova di sportività.
Difficile invece trovare la definizione giusta per l'occasione sprecata dall'Inter: due volte in vantaggio, due volte raggiunta, fino al rigore tutto sommato generoso che poteva rimettere tutto a posto e dare al popolo nerazzurro la tanto attesa festa.
Poteva. Perché Manninger sceglie il lato giusto e respinge il tiro di Materazzi, e poi a nulla serve il forcing finale perché il Siena mantiene la lucidità sufficiente per portare a casa un meritato pareggio.
Senza Stankovic e con Cambiasso decisamente in calo, ci aveva pensato un grande Vieira a mettere la partita sui binari giusti per l'Inter al termine di un assedio iniziale davvero irresistibile: al 12' la sua testa arriva sul corner battuto da Balotelli per togliere ansia a tutto lo stadio e dare il giusto vantaggio ai padroni di casa. Sembra tutto facile, tutto già scritto e invece Maccarone al 30' inizia a togliere qualche certezza, bruciando Burdisso e pareggiando con un preciso diagonale. La paura dura poco, perché Balotelli sfrutta i suoi tanti centimetri, mandando di nuovo in vantaggio l'Inter nel recupero del primo tempo, ancora con un colpo di testa, ancora con lo zampino decisivo di Vieira.
Di nuovo tutto tranquillo, di nuovo tutto sotto controllo. Rossi al 2' della ripresa impegna Julio Cesar ma poi c'é solo l'Inter, che controlla ritmo e partita e tiene a debita distanza il Siena. Ma al 24' Ficagna scende sulla fascia, mette in mezzo un pallone che Burdisso rinvia male ed ecco che Kharja trova l'angolo giusto con un preciso piatto.
Cala il gelo sul Meazza ma c'é ancora tempo per vincere partita e scudetto. All'Inter dà una mano anche l'arbitro Gava che punisce con il rigore un abbraccio reciproco tra Materazzi e Riganò: Maicon tiene a fatica Cruz lontano dal dischetto perché, in assenza di Ibrahimovic, il rigorista è lui. Ma Materazzi ha già il pallone in mano e non ha alcuna intenzione di mollarlo. E sbaglia. Ci sarebbe un altro rigore su Vieira ma questa volta Gava non se la sente di fischiare, mentre Cambiasso esce in lacrime per uno distorsione alla caviglia.
Quando finisce, piovono tanti fischi. Mancini voleva un finale sofferto. Ce l'avrà davvero fino in fondo.












