Napoli. Rom tenta di rapire una bambina in casa. Il rione insorge
NAPOLI. Ierisorrideva da un balcone di Ponticelli, a Napoli: una bimba piena di capelli neri. Ma sabato una rom di 16 anni ha provato a rapirla. Anzi, a "rubarla", come si dice nel rione. La madre si commuove: "Riesco a festeggiare il giorno della mamma, altre persone sono meno fortunate di me". È stata proprio lei a strappare quel prezioso 'bottino' dalla stretta di una 'ladra'.
Il quartiere ha fatto il resto: dalla furia della folla l'ha salvata la polizia, arrestandola. Rabbia che, soprattutto nei genitori, non si spegne: "I rom se ne devono andare. Ognuno deve stare a casa sua", dice Nunzio Ferraro, magazziniere, il papà. La moglie è d'accordo: "Sono cattivi, solo la cattiveria può indurre a portare via una neonata dalla sua casa. Nutro un odio che porterò per sempre dentro di me". Flora Martinelli, 27 anni, racconta: "Erano le 20,10. Questione di attimi. Ho visto la porta aperta, sono scattata sul pianerottolo e ho vista la rom che scappava con la bambina in braccio. L'ho bloccata e mi sono ripresa mia figlia". A chi le chiede cosa abbia pensato in quel momento risponde: "A tante cose, anche al traffico d'organi". Poi, la giovane mamma ha dato l'allarme: "Ho urlato 'babbo aiuto, volevano prendersi la bimba''. Il nonno, che abita al piano terra, accorre: "L'ho presa, le ho dato pure qualche schiaffo, ma la ragazza si è svincolata, ha gridato 'c'é mio padre fuori in autò. Quando sono uscito per strada, pensando di confrontarmi con un uomo, non c'era nessuno". La fuga della giovane rom, a quel punto, è stata impedita dai residenti di via Principe di Napoli: almeno 150 persone si sono lanciate all'inseguimento, l'hanno strattonata, picchiata, fino all'arrivo degli agenti del commissariato di Poggioreale, coordinati da Bianca Lassandro. La ragazza per entrare nel condominio aveva scavalcato il cancello basso, dove un cappellino rosa, invece del fiocco, annuncia la nascita, al civico 95.
Ora è detenuta a Nisida, con l'accusa di tentato sequestro di persona e violazione di domicilio. Era già stata arrestata per furto all'inizio di maggio dagli uomini del commissariato di Ponticelli guidato da Luciano Nigro: aveva rubato dei gioielli in un appartamento del quartiere. Ha dichiarato di avere 16 anni ma per gli investigatori è di qualche anno più grande. Si sarebbe difesa dicendo che voleva solo giocare con quella bimba. Ma la gente del quartiere, inferocita, ha anche minacciato ritorsioni al vicino campo rom che è stato tenuto sotto osservazione dalla polizia per tutta la notte: per fortuna nessuno ha dato seguito alle minacce.
"I rom sono sempre in giro - dice Maria, dirimpettaia di Ferraro, tre figli piccoli - qui bisogna chiudersi in casa. Io mi accorgo quando mi guardano dalle finestre. Chiamano. Chiedono soldi, cibo, vestiti. Più gliene dai, più tornano. Ora l'atteggiamento del quartiere cambierà".
In zona ci sono cinque campi rom, oltre 700 nomadi, secondo la polizia; in tutta la città ci sono 1500 rom dei Balcani, e 1000 della Romania, secondo Opera nomadi. Giovanni, il fruttivendolo, è più benevolo: "Ce n'é uno che chiama mia moglie 'mamma', perché gli dà da mangiare. Li conosciamo, sono sempre gli stessi. Una volta ho portato del cibo al campo". Gli fanno pena. Sull'episodio è intervenuta la Lega: "Ecco dimostrata l'opportunità delle misure sulla sicurezza che la Lega ha chiesto, e che il Governo ha messo prontamente allo studio", dice il capogruppo alla Camera, Roberto Cota.
Opera Nomadi invece mette in guardia: "La reazione popolare è il frutto di questa brutta campagna d'odio che riguarda tutto il Paese contro i rom. E' gente povera, soprattutto di diritti".












