Primo giorno con i nuovi sottosegretari. Festa per la Brambilla
ROMA. Arrivano puntuali e un po'spaesati e si siedono con disciplina, e un po'di emozione, sui banchi del governo. Il giorno in cui Silvio Berlusconi si presenta alle Camere per chiedere la fiducia al suo quarto esecutivo, infatti, é anche il primo giorno di "scuola" per i 37 sottosegretari freschi di giuramento.
Certo c'é chi è a suo agio in Aula, perché ha alle spalle l'esperienza parlamentare. Ma molti, a partire da Michela Vittoria Brambilla, sono alla loro prima prova. Proprio la "rossa" neo sottosegretario al Turismo, approdata all'incarico dopo essere stata indicata prima come ministro dell'Ambiente poi in pole position per la delega alla Salute, è l'esponente del governo più salutata e omaggiata da dai deputati del centrodestra.
Il suo scranno è sicuramente il più "visitato" dai parlamentari che fanno quasi la fila per stringerle la mano. Lei, vestita del colore che predilige (tailleur nero con sottogiacca avorio), riceve auguri e complimenti dei colleghi e dopo il discorso del premier si defila, lontano da taccuini e fotografi, per cominciare a lavorare al suo nuovo incarico.
E subito al lavoro si sono messi tutti i nuovi "vice', che dopo il passaggio a Montecitorio, sono andati a vedere i loro nuovi uffici: "Sono passato al ministero per iniziare a organizzare il lavoro - conferma Luigi Casero, all'Economia con Giulio Tremonti - certo un pò di emozione il primo giorno c'é, perché, nonostante l'Aula la conosca bene, è la prima volta che ci siamo seduti sui banchi del governo".
Non è proprio la prima volta, invece, per Enzo Scotti. Il suo è un ritorno da molto lontano: ex leader con Antonio Gava della Corrente del Golfo della Dc ed ex ministro dell'Interno, ora avrà uno studio alla Farnesina, da sottosegretario agli Esteri. "Al timone oltre all'energia - scherza "Tarzan", come era soprannominato per la facilità con cui passava da una corrente all'altra - serve anche l'esperienza".
E lui, che non nega di aver aspirato ad "altro", di esperienza ne ha parecchia: da "ministro quando Frattini era con Martelli", e anche con "Craxi nell'83". E si dice divertito di ritrovarsi "ora collega di sua figlia".
Stefania Craxi, infatti, sarà anche lei sottosegretario agli Esteri. La figlia del leader del Psi, che approda allo stesso incarico del fratello Vittorio, dice che le sono "tremati i polsi" al pensiero "delle tante cose da fare".
Con Bobo non "é capitato di sentirci - spiega - comunque non prendo il suo posto, il ministero degli Esteri comprende molte deleghe, io mi occuperò del Mediterraneo e del Medio Oriente".
Di sicuro, però "abbiamo ereditato una passione di famiglia, visto che Bettino Craxi è partito proprio occupandosi di questioni estere. Magari l'avevano dirottato su quello perché non potesse nuocere qui, ma lui aveva capito che il destino dell'Italia era inevitabilmente legato a quello dei Paesi del Mediterraneo".
La battaglia per lo scudocrociato, invece, ha fatto guadagnare un posto da sottosegretario anche a Giuseppe Pizza, (all'Istruzione con Mariastella Gelmini) che, lasciata l'Aula dopo l'intervento del premier, subito si mette al lavoro e non si fa più raggiungere. La pattuglia dei sottosegretari avrà comunque molto da fare, visto che Berlusconi ha rispettato il tetto dei 60 componenti e i posti in seconda fila sono circa la metà di quelli su cui poteva contare il governo Prodi (erano 77 tra vice ministri e sottosegretari).
La situazione però potrebbe modificarsi in corso d'opera, se il numero così ristretto non dovesse consentire la regolare operatività del governo, soprattutto nei rapporti con il Parlamento.
Il Cavaliere ne ha già parlato con il presidente della Camera Gianfranco Fini, nel corso di una colazione a Montecitorio, ipotizzando un allargamento. "Temo che così - ha detto Berlusconi - sarà impossibile lavorare".












