Festival di Cannes/Sean "il tosto" promette: "Niente favoritismi"
Festival di Cannes/Sean "il tosto" promette: "Niente favoritismi"
di Alessandra Magliaro
CANNES. Carismatico, volubile, tosto Sean Penn. Il 61/mo festival del cinema di Cannes ha quest'anno un presidente di giuria dalla personalità indubbiamente forte. Tanto per fare un esempio, ha fatto inserire nel programma una speciale proiezione 'presidenziale' di un film da lui selezionato, una 'proiezione del presidente' che non ha precedenti nella storia del festival: si tratta di The Third Wave, un documentario sull'"esercito di volontari più coraggiosi che si siano mai avuti, disposti a lasciare i loro villaggi e raggiungere da ogni dove il luogo dell'emergenza, come fosse una frontiera", quella delle terre sommerse dallo tsunami del 2004 in Sri Lanka.
Tutti i giurati - il regista messicano Alfonso Cuaron, la fumettista iraniana Marjane Satrapi, il nostro Sergio Castellitto, le attrici Natalie Portman, Alexandra Maria Lara, Jeanne Balibar, il regista francese Rachid Bouchareb, il regista thailandese Apichatpong Weerasethakul - sono attesi da Sean Penn il 16 maggio per la proiezione. Penn, in scuro Armani con giacca e maglietta, si presenta al tradizionale appuntamento con la stampa il primo giorno del festival per la conferenza con la giuria del concorso.
Tra tutti (fatta eccezione per Castellitto, emozionato e silenzioso) sembra il meno rilassato: "un piccolo circolo di amici" titolava con malizia The Hollywood Reporter chiedendosi come potrà essere sereno un presidente di giuria che deve giudicare l'atteso grande ritorno di Clint Eastwood (The Changeling con Angelina Jolie), il regista che ha permesso a Penn di vincere l'Oscar per Mystic River, lo splendido film che tra l'altro era in concorso proprio a Cannes nel 2003. Ecco spiegato l'umore tendente al nero: "Eastwood ha fatto tanti film - risponde Sean Penn al coraggioso che si era fatto avanti con la domanda - ma a me ne ha offerto uno solo. Non ci saranno favoritismi per lui né per altri, più che giudicare sono entusiasta della possibilità di vedere il lavoro di tanti talenti".
I favoritismi, insinuava il giornale di Los Angeles, potrebbero venire anche dall'attrice francese Jeanne Balibar, ex partner di Mathieu Amalric che è il protagonista del film francese in concorso Un conte de Noel di Arnaud Desplechin. La Balibar, madre di due figli avuti da Amalric, era a sua volta la protagonista di un vecchio film di Desplechin, mentre quello in concorso quest'anno ha per protagonista Chiara Mastroianni che lo scorso anno era a Cannes come 'voce' della protagonista di Persepolis di Marjane Satrapi, giurata di quest'anno.
Un circolo 'vizioso' che, ovviamente, i giurati hanno voluto smentire, così come Penn ha messo le mani avanti sulle sue preferenze per i film politici: "la politica è tutto, è il racconto della società. Non perché un film parli di questioni politiche ha la mia preferenza, ha un valore intrinseco", piuttosto, ha proseguito la Satrapi, altra personalità forte della giuria (già si prevedono scintille con Penn), "é il valore artistico del film che ci farà decidere".
La politica comunque, trattandosi del super impegnato Sean Penn, non è un tema dimenticato: "Queste elezioni in America sono le più importanti di sempre, della mia vita di sicuro, perché interromperanno un ciclo, quello di Bush, quello di una politica fatta di stupidità e cattiveria. Inutile sottolineare la lontananza tra la maggior parte dei cineasti e lui: noi siamo guidati dall'arte e dall'amore, lui agisce senza cuore. Obama? Mi piace il suo entusiasmo, la sua passione, spero non mi deluderà".
Intanto Sean Penn è presente al Marché del festival di Cannes con i suoi ultimi due film, Milk di Gus Van Sant in cui interpreta il politico gay Harvey Milk che fu ucciso a San Francisco da un omofobo ex consigliere comunale della città e L'albero della vita che Terrence Malick comincerà a girare a breve avendo come protagonista anche Brad Pitt. Ma l'appuntamento 'rosa' più atteso è la Montees des Marches finale quando per il film di chiusura domenica 25 'What just happened?' di Barry Levinson, Sean Penn sarà accanto alla moglie Robin Wright dopo essere riuscito a bloccare il divorzio (con una canzone dedicata a lei in un concerto) che l'attrice aveva chiesto avendolo beccato ubriaco a letto con due giovani modelle russe.












