Ora Hamas imbarazza McCain
NEW YORK. Barack Obama al contrattacco dopo le accuse di "acquiescenza" verso i nemici. Il candidato democratico ha replicato al presidente George W. Bush che lo aveva paragonato a quanti in Europa e altrove furono complici dell'ascesa di Adolf Hitler e, aiutato a sorpresa da un video fornito dal campo di Hillary Clinton, ha trascinato nel'imbarazzo il potenziale rivale repubblicano nel voto di novembre John McCain.
"Bush non finisce mai di stupirmi", ha detto Obama che, senza che ne venisse fatto il nome, era stato accusato dal presidente di voler scendere a compromessi con l'Iran. L'attacco davanti alla Knesset sull"appeasement' dei democratici che dialogano con "radicali e terroristi" di fronte alla Knesset "é esattamente il tipo di attacco che divide il nostro paese e che ci aliena le simpatie del resto del mondo", ha detto Obama in South Dakota per poi passare all'attacco di McCain, la cui politica nei confronti dell'Iran é "ingenua e irresponsabile".
Giovedì, dopo le accuse di Bush davanti al parlamento di Israele in occasione del 60esimo anniversario della nascita dello stato ebraico, McCain si era affrettato a salire sul carro del presidente e ieri Obama, rimessa al bavero della giacca la spilletta patriottica con la bandiera americana, ha replicato accusando i due leader repubblicani di "disonestà" e "ipocrisia". Altri democratici, dall'ex candidato presidenziale Joe Biden ai leader di Camera e Senato Nancy Pelosi e Harry Reid, hanno accusato McCain di essere un ipocrita: tra questi anche James Rubin, ex portavoce del Dipartimento di Stato negli anni Novanta e sostenitore di Hillary Clinton nella corsa 2008. Rubin, che è sposato alla star della Cnn Christiane Amanpour, due anni fa aveva intervistato McCain a Davos nei panni di giornalista di Sky News: "Hamas è al governo.
Prima o poi dovremo trattare con loro", aveva risposto McCain, e non contento aveva proseguito: "Hamas è una nuova realtà in Medioriente. La lezione è che la gente vuole sicurezza, una vita e un futuro decente , vogliono democrazia. Fatah non gli dà niente di tutto questo". L'ex portavoce del Dipartimento di Stato ha osservato che, data la sua posizione su Hamas, McCain "dovrebbe essere l'ultimo a attaccare Obama", e aveva accusato il senatore repubblicano di "ipocrisia o di amnesia politica".
Anche Hillary aveva difeso con forza Obama dall' attacco di Bush e di McCain: "Vergognoso e offensivo, soprattutto alla luce del loro fiasco in politica estera". Ieri è stato lo stesso front-runner democratico a tornare all'attacco: "Cercano di ingannarvi, cercano di spaventarvi. Non vi dicono la verità. Io corro da presidente per cambiare rotta, non per continuare sulla rotta di George Bush", un presidente grazie alle cui politiche fallimentari "Hamas è andata al potere a Gaza".
Nella bufera per l'operazione Knesset forse concertata e forse no con il clan McCain, la Casa Bianca ha fatto orecchie da mercante. Il consigliere politico di Bush Ed Gillespie si è detto "sorpreso" e "incuriosito" che le parole del presidente siano state interpretate in senso anti-Obama quando il bersaglio poteva essere piuttosto l'ex presidente Jimmy Carter per il suo recente incontro con la leadership di Hamas.












