Pistorius torna a correre
MILANO. Le sue protesi in carbonio non gli garantiscono vantaggi, quindi Oscar Pistorius, atleta amputato bilaterale, potrà correre in tutte le competizioni organizzate dall'Associazione internazionale delle federazioni di atletica leggera (Iaaf), inclusi Gran Prix e, se si qualificherà, le Olimpiadi.
Il Tribunale arbitrale dello Sport di Losanna ha infatti accolto il suo ricorso contro la Iaaf che, a gennaio, aveva respinto la sua richiesta di gareggiare assieme ai normodotati. Le cheetah, come sono chiamati i due finti arti, non offrono vantaggi se si analizza nel complesso la condizione dell'atleta, è in sintesi la convinzione del collegio arbitrale.
"Questa sentenza è una pietra miliare e sancisce che in futuro la federazione dovrà agire con imparzialità," ha commentato Marco Consonni, l'avvocato che ha aiutato Pistorius a superare l'ostacolo legale, avvicinando quei Giochi che insegue da tre anni. Ossia dopo aver fatto incetta di medaglie e record con i paralimpici (sui 100, 200 e 400 metri piani) e aver corso alla pari con avversari normodotati ai campionati sudafricani.
Ora che può lottare di diritto, per realizzarlo dovrà superare l'ultimo ostacolo: limare quasi un secondo al suo personale di 46"56, per ottenere il minimo utile per essere ammessi alla gara sui 400 metri a Pechino. Due sono infatti i tetti cronometrici posti dalla Federazione mondiale dell'atletica. Il 'minimo A' fissato a 45"55, e il 'minimo B', a 45"75, anche se per farcela, secondo Elio Locatelli, ex ct delle squadre nazionali azzurre di atletica e oggi direttore del Dipartimento Sviluppo della Iaaf, Pistorius "deve fare un 'minimo B' di 45"75.
"Con le nuove regole Iaaf - spiega Locatelli, precisando il senso della nuova formula di qualificazione - se ci sono tre sudafricani che fanno il 'minimo A', lui non può partecipare. Se invece ci sono due A, ed un B, sì". Finora c'è un sudafricano Sishi Sisubiso (45"84 ottenuto lo scorso aprile ad Addis Abeba) che ha ottenuto quel pass. Ma potrebbe aprirsi la possibilità che l'ormai famoso atleta di Pretoria partecipi alla staffetta 4x400.
Non è facile l'impresa per questo ragazzo amputato a entrambe le gambe, dopo soli 11 mesi di vita. Soprattutto perché i tempi sono stretti. Ma Pistorius - che comunque a settembre sarà a Pechino per le Paralimpiadi e che nel 2012 avrà solo 26 anni - non ne fa un dramma: "La bellezza dello sport è riuscire a migliorarsi - spiegava col sorriso annunciando la sua vittoria al Tas -. Mi aspettano settimane di intenso lavoro per rimettermi in forma. Darò il massimo ma il tempo è poco e l'obiettivo grandissimo".
Non c'è polemica per i tempi della sentenza, piuttosto per quelli dei test, "arrivati un po' in ritardo". "Ho perso la stagione di corse in Sud Africa - si è rammaricato -, ma le opportunità per farcela ci sono". Il piano, elaborato con allenatore e manager, è già pronto, e prevede almeno tre gare: una è ancora segreta, le altre sono il 2 luglio all'Arena di Milano e l'11 luglio al Golden Gala di Roma. E, a sentirlo, le ultime non sono scelte a caso: "in Italia ho trovato grande appoggio, in nessun altro Paese la gente insegue i sogni con tanta passione".












