Cultura

Luciano Lamonarca (foto di Riccardo Chioni)

Il tenore Luciano Lamonarca al Palazzo di Vetro

24-06-2008

NEW YORK. Sala delle Conferenze del Palazzo di Vetro in tema musicale tutto italiano ieri in occasione dei Public Service Awards, i premi assegnati dall'Onu per promuovere il ruolo, le professionale e la visibilità del servizio pubblico. A capo del programma c'è Guido Bertucci, il quale in apertura della cerimonia ha detto "guardiamo in avanti per scoprire e premiare innovazioni nei governi e nella pubblica amministrazione intorno al mondo".
E ieri, le Nazioni Unite hanno celebrato il Public Service Day, una data fissata sei anni fa dai paesi appartenenti all'Organizzazione rappresentata dal vice segretario generale Asha-Rose Migiro che ha salutato l'insolito pubblico di ospiti mescolati a delegati che gremiva la Sala delle Conferenze.
"Come sappiamo - ha detto Migiro - i governi oggi giorno si trovano di fronte a delle sfide, sia in casa che internazionali. Devono produrre di più con meno, essere più trasparenti e responsabili, oltre a rispondere efficacemente alla domanda dei cittadini per una maggiore partecipazione nel prendere decisioni. I governi attorno al mondo - ha sottolineato - devono finirla con la pratica del "busisess as usual" e impegnarsi in sempre più innovative soluzioni per garantire il pubblico servizio".
L'Italia con i suoi dodici maestri dell'eccellenza musicale ha fatto da cornice alla cerimonia del Public Service Day con i dieci componenti dell'orchestra "I Solisti del Teatro Regio" di Parma, il tenore Luciano Lamonarca e l'acclamato flautista che a fine mese salirà sul palcoscenico della Carnegie Hall, Antonio Amenduni. I riconoscimenti internazionali ricevuti dal tenore Luciano Lamonarca lo fanno sentire un po' come a casa qui al Palazzo di Vetro, dove spiega ad America Oggi i suoi prossimi impegni".
"Mi trovo per la terza volta all'Onu e mi è già giunta la richiesta di tornare ad ottobre con una orchestra italiana, oltre alla mia voce. Questa estate sarò a New York, a Chicago ed in altre località per concerti, poi devo tornare al teatro Petruzzelli di Bari in agosto per un paio di concerti e a gennaio vado in Bielorussia e dovrei anche tenere una esibizione all'Unesco a Parigi". Racconta che è stato "scritturato sul campo" per questa giornata dell'Onu dal direttore del programma Bertucci, che lo aveva ascoltato al concerto del 25 aprile scorso e immediatamente ingaggiato per la parte musicale della cerimonia con una performance. "In segno di gratitudine verso le persone che io vado a premiare, mi aveva detto Bertucci e non ho voluto perdere l'occasione per rappresentare l'Italia. Tano che ho chiamato a partecipare anche il flautista Antonio Amenduni e l'Orchestra dei Solisti di Parma".
Il giovane tenore definisce i suoi miti "un po' arcaici", come Del Monaco e Corelli. "Di più Corelli, perché la mia voce è ancora giovane e sarei veramente felice di poter interpretare al più presto opere tipo Andrea Chénier, o arie come "Nessun Dorma", ma il brano che cerco sempre di interpretare è La solita storia del pastore. E poi accompagnato dall'orchestra di Parma è di una intensità unica".
Nemo profeta in patria. Trent'anni ad agosto, Luciano Lamonarca si è fatto conoscere di più dal pubblico internazionale che nella sua Puglia d'origine. "C'è gente chi mi ferma qui a New York e mi chiede: sei il tenore Lamonarca? Mi è capitato più d'una volta e trovo che sia entusiasmante".