Il fatto

Pechino 2008. Alla cerimonia inaugurale presenti Bush e Sarkozy

05-07-2008

ROMA. Il presidente George W. Bush e l'inquilino dell'Eliseo Nico-las Sarkozy. Tra tutti i leader mondiali di spicco, solo loro due - almeno per il momento - sono attesi l'8 agosto a Pechino per la cerimonia inaugurale dei Giochi Olimpici. Dopo le proteste filo-tibetane e l'invito a boicottare i Giochi per le violazioni dei diritti umani da parte del regime cinese, l'Unione europea - come spesso le capita - non ha ancora trovato un orientamento comune, lasciando ai singoli Stati la decisione se presenziare o meno alla cerimonia di Pechino.
Il cancelliere tedesco Angela Merkel ha già fatto sapere comunque che non andrà in Cina, così come il premier polacco Donald Tusk e il primo ministro britannico Gordon Brown: quest'ultimo però sarà presente alla cerimonia di chiusura, quando raccoglierà simbolicamente la fiaccola olimpica per le Olimpiadi del 2012 che si svolgeranno a Londra.
L'Italia, dal canto suo, è orientata ad inviare a Pechino il sottosegretario allo Sport Rocco Crimi. La Casa Bianca ha già ufficializzato la presenza di Bush - assieme alla moglie Laura - a Pechino l'8 agosto nell'ambito di un tour asiatico del presidente, mentre Sarkozy potrebbe annunciarlo già durante il summit del G8 dei prossimi giorni.
"A meno di una catastrofe", ha scritto comunque ‘Le Mon-de', il presidente francese ci sarà. Così come dovrebbe esserci - visti i buoni rapporti tra Mosca e Pechino - un alto rappresentante del potere russo, probabilmente proprio il presidente Dmitri Medvedev.
Il Cremlino e il governo di Mosca di certo non boicotteranno la cerimonia. Quanto all'America Latina, è certo che il presidente brasiliano Inacio Lula Da Silva non andrà a Pechino, come pure non ci saranno i capi di stato o di governo di Argentina, Cile, Colombia, Ecuador, Messico e Uruguay.
Questi paesi hanno già chiarito che invieranno solo una delegazione sportiva. Ciò tuttavia non comporta necessariamente una presa di posizione: nelle ultime quattro olimpiadi, per esempio, non è mai stato presente un presidente argentino. L'unico caso in cui ci potrebbe essere una valenza politica è quello del Brasile perché il Paese è candidato a ospitare i Giochi del 2016.