Mafia. Peter Gotti in tribunale a Brooklyn. Problemi di salute
COME IN una scena di un film, nell'aula di un tribunale federale di Brooklyn giudice e mafioso si scambiano battute di spirito come fossero conoscenti di antica data e anche se il primo non gli decurta la pena, il gangster dice di ammirarlo per la sua integrità. È accaduto in un'aula del tribunale federale quando Peter Gotti, considerato dall'Fbi il boss della famiglia malavitosa Gambino (una volta guidata dal fratello John), ha avviato una conversazione con il giudice Frederic Block al quale ha detto ad un certo punto che "non si lasciasse ingannare dalle apperenze, che sembrano assai migliori della mia salute".
Era quello della salute di Peter Gotti l'argomento dell'udienza richiesta dall'avvocato Joseph Bondy nella speranza di strappare al giudice qualche anno in meno dei nove a cui è stato condannato con la sentenza del 2003, al processo che lo aveva visto imputato di associazione a delinquere.
Dopo l'elencazione dei molteplici problemi di salute di Peter Gotti, che vanno da quelli al cuore a enfisema e glaucoma, l'avvocato Bondy ha detto al giudice che quanto esposto lo dovrebbe convincere a ridurre la pena detentiva. Ma l'avvocato non è riuscito nell'intento. E nonostante una decisione della Corte Suprema degli Usa del 2005 conceda ai giudici federali maggiore discrezione nelle sentenze, il magistrato è restato ancorato alla sua decisione.
Il giudice Block osservava Gotti e ad un certo punto ha detto che a suo avviso le condizioni del condannato non sembrano affatto malandate, chiedendo a Gotti se avesse qualcosa da aggiungere. "Vostro onore - ha esordito Gotti - non potete giudicare un libro dalla sua copertina. Forse la mia apparenza è migliore di quanto è in realtà la mia salute", strappando peraltro un sorriso al giudice, che ha ribattuto all'adagio della copertina del libro raccontando un episodio della sua carriera. "Una volta - ha riferito il giudice - ho provato anch'io ad usare lo stesso argomento quando ero avvocato nella contea di Suffolk durante un caso politico nell'aula della New York State Court of Appeals". "Come andò?", ha incalzato allora Gotti. "Male, ho perso la causa", ha replicato Block, antipando forse la sua decisione di licenziare la richiesta di riduzione della condanna.
Senza scomporsi, prima che Gotti lasciasse l'aula, il giudice gli si è rivolto di nuovo dicendo "mi raccomando, mister Gotti, mantenga sempre il suo buonumore". "Ringrazio vostro onore, è un giudice integerrimo", ha risposto Gotti, prima di scomparire dietro una porta scortato da due agenti per far ritorno in carcere.
Oltre ai 9 anni per la condanna inflittagli dal giudice Block nel 2004, Peter Gotti deve inoltre scontare 24 anni di reclusione per una'altra condanna sempre nel 2004 e ancora per associazione a delinquere, il cui processo però s'era svolto a Manhattan.
Nella foto d'archivio, Peter Gotti










