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GB. Capo dell'Intelligence in coma dopo misterioso malore

05-07-2008

LONDRA. È giallo su un grave malore che ha colpito l'aitante capo dell'intelligence britannica: Alex Allan, cinquantasei anni magnificamente portati grazie ai tanti hobby sportivi, è stramazzato al suolo a casa sua lunedì sera e nel massimo segreto è stato portato d'urgenza in un ospedale di Londra dove è in coma, tra la vita e la morte. Spia numero uno del Regno Unito in quanto presidente del ‘Joint Intelligence Committee', il comitato che coordina i servizi segreti MI5, MI6 e GCHQ, Allan è stato subito sottoposto dopo l'arrivo in ospedale a tutti gli esami tossicologici possibili e immaginabili: si è infatti pensato ad un bis del caso Litvinenko.
Secondo il tabloid ‘Sun', che ha pubblicato stamattina in esclusiva la notizia del misterioso coma della superspia, non si esclude nessuna pista: "veleno russo" (come per l'ex-agente del Kgb Aleksandr Litvinenko, ucciso a Londra nel novembre 2006 con il polonio radioattivo), attentato targato al-Qaida, tentato suicidio, un'improvvisa e micidiale malattia di difficile diagnosi.
Al momento tutte le ipotesi sembrano buone. Un esperto di spionaggio, Chris Dobson, ha subito puntato il dito contro l'Fsb, il servizio segreto russo, che Scotland Yard ha già chiamato in causa per il caso Litvinenko: "Sono loro i maestri negli omicidi con il veleno". Sarà una coincidenza, ma proprio oggi il ‘Times' ha dato spazio alla notizia che i servizi segreti di Sua Maestà vedono nella Russia di Putin-Medvedev la terza più grave minaccia, dopo il terrorismo di Al Qaeda e la proliferazione nucleare iraniana.
A quanto pare i James Bond della Regina sono preoccupati per il grosso numero di spie sguinzagliate dall'Fsb in Gran Bretagna a caccia di segreti militari e industriali. Per tenerle sotto controllo è necessario un ingente dispendio di risorse che Londra - in rotta con Mosca dopo il dirompente caso Litvinenko - preferirebbe usare per la lotta all'estremismo islamico.
Senz'altro Allan - dall'anno scorso a capo dell'intelligence, dopo essere stato uno stretto collaboratore degli ex-primi ministri John Major e Tony Blair - è un ottimo bersaglio per i nemici che vogliono portare un colpo al cuore dell'establishment britannico: il presidente del ‘Joint Intelligence Committee' non solo coordina il delicatissimo lavoro delle ‘barbe fintè, ma ha un accesso diretto al primo ministro e a lui spetta tenere costantemente informato il governo sulle minacce incombenti. È insomma una figura-chiave nei dispositivi anti-terrorismo.
Ufficialmente Scotland Yard ha indicato oggi che il caso "é trattato come non-sospetto". Non ci sono cioé indizi concreti su un possibile avvelenamento tipo polonio. Il ‘Sun' ha avanzato anche l'ipotesi del tentato suicidio, tenendo conto che la moglie australiana di Allan - Katie - è morta di cancro a novembre. I colleghi dicono però che negli ultimi mesi la superspia - arrivata al mondo dell'intelligence dopo essere stato per decenni un alto funzionario del Tesoro - non è mai apparso giù di morale.