La politica

Pompei. Delibera del consiglio dei ministri. Emergenza: il Governo interviene

05-07-2008

NAPOLI. Il Consiglio dei Ministri ha deliberato lo stato di emergenza nell'area archeologica di Pompei, come richiesto dal ministro Bondi, dal prefetto e dalla Regione, per intervenire con mezzi e poteri straordinari a difesa dell'immenso patrimonio artistico, minacciato da crescenti e gravi criticità. Lo si legge nel comunicato diffuso al termine del Consiglio dei Ministri odierno.
L'ultima volta che è 'salita' l'amarezza, fu davanti a una maestosa colonna di tufo, andata in frantumi nel giardino della Casa di Obellio Firmo: fine marzo 2007. Era stata spinta a terra da qualcuno, si ipotizzarono perfino ripicche interne. Oggi, con il commissariamento degli Scavi di Pompei, i riflettori si accendono ancora sull'incuria, l'inefficienza, il degrado del contesto. Eppure il richiamo della città romana, commissariata dal Governo, rimane fortissimo: resta il primo sito archeologico del mondo per numero di visitatori.  Il crollo dei turisti nei siti archeologici vesuviani - del 12,68% per cento, negli ultimi sei mesi, se si confrontano i dati del primo semestre 2007 con quello del 2008 - è chiaramente dovuto all'emergenza campana dei rifiuti. Complessivamente, l'anno scorso, 2.571.725 persone hanno staccato il biglietto a Pompei. Nei siti archeologici, da gennaio a giugno 2007, i visitatori furono 1.424.517; nel 2008 1.243.839. Arrivi a Pompei e paghi 11 euro, un prezzo nella media, (se ne chiedono 20 per un tour archeologico completo nel Vesuviano, 3 giorni). Immersi in un territorio difficile, gli Scavi soffrono, e chi li frequenta, lo sa: il degrado ambientale, l'assedio degli ambulanti, le guide acchiappa-turisti, le ritorsioni del personale.
La Soprintendenza denuncia la carenza dei dipendenti: i custodi degli Scavi sono circa 300. Addetti al servizio notturno, come trapelò dopo il crollo della colonna antica, una ventina circa; e insufficiente sarebbe il raggio d'azione delle videocamere. A causa dei tagli finanziari alle Pa, non è stato possibile rimpiazzare i custodi andati in pensione. E la prima conseguenza, in questo quadro, è la parziale accessibilità delle case antiche: aperte a seconda della disponibilità del momento. "Assenza di servizi fognari, disagi nella viabilità, carenza nella vigilanza veterinaria, questioni legate al servizio ristoro e morosità del concessionario", dice la Soprintendenza, cercando di circoscrivere i problemi. Tradotto: chi arriva in questi giorni non trova, nel suo percorso, un bar in cui rifocillarsi sotto un sole impietoso; l'unico esistente é stato chiuso. C'é, però, un nuovissimo maxiparcheggio, aperto (dalla Soprintendenza) a Piazza Esedra: per evitare gli ingorghi di bus e liberare l'ingresso di Porta Marina. Pochi comunque i vigili urbani.
L'ultima casa aperta, dopo il restauro, è quella dei Ceii, una conquista di maggio. Fra le sorprese degli ultimi anni, le scoperte su una inesplorata città del III secolo avanti Cristo: che ha acceso l'interesse mondiale. Chi arriva in questi giorni trova i cantieri di restauro in corso nella la Casa dei Vettii, in parte del Macellum, nell'edificio di Eumachia. Non è vero, come pure talvolta si sente rispondere il turista, che sia chiusa Casa Amorini Dorati: ultimi restauri con riaperture: restituita al pubblico nel 2006, é accessibile su prenotazione. Restano sempre aperte al pubblico le case del Fauno, della Caccia antica, della Fontana piccola, le Terme, gli edifici del grandioso Foro; Il piccolo e il grande teatro, Villa dei misteri. Ironia della sorte (che su Napoli e dintorni si accanisce): il Commissariamento arriva mentre in Campania gira una delegazione della 'National Gallery of Art' di Washington (con folto seguito di giornalisti) richiamata anche dal marchio degli Scavi: a pochi mesi da una mostra dedicata a Pompei, che dovrebbe inaugurarsi ad ottobre nella capitale statunitense a ottobre. Dovrebbero aiutare la Campania a rilanciare la sua immagine.