Dal Mondo

Silvano Orsi con il suo legale di Ginevra

Caso Orsi. Condannato lo sceicco. L'italoamericano vince la causa al tribunale di Ginevra

di Riccardo Chioni

05-07-2008

HA TRIONFATO la perseveranza dell'italoamericano Silvano Orsi nella battaglia legale intentata contro lo sceicco, figlio del presidente degli Emirati Arabi, che 5 anni fa lo aveva insultato e aggredito in un lussuoso albergo ginevrino.
Il Tribunale di Ginevra, dove si è svolto il processo, ha riconosciuto lo sceicco Falah bin Zayed Al-Nahyan colpevole di aggressione a sfondo sessuale ai danni del cittadino italoamericano Silvano Orsi, dirigente della maggiore azienda telefonica elvetica e attualmente residente a Rochester. "Questa delle autorità svizzere è stata una decisione senza precedenti. La condanna dello sceicco degli Emirati Arabi appartenente alla famiglia reale segna una pietra miliare"- così ha commentato Silvano Orsi al telefono di America Oggi.
La sentenza commina allo sceicco 3 anni di reclusione con sospensione della pena e 10 mila euro di multa. Inoltre il tribunale ha disposto il versamento di una cauzione di 500 mila dollari, qualora lo sceicco commetta altri reati sul territorio svizzero.
"Ho atteso pazientemente per cinque anni questa immensa vittoria. Ho lottato durante questo periodo per i miei diritti, affinché trionfasse la giustizia e venisse fuori la realtà dei fatti"- aggiunge Orsi che adesso ha 40 anni e porta ancora i segni della violenza fisica subita.
L'aggressione risale all'agosto 2003. Il luogo del misfatto il bar Le Loti di un lussuoso albergo di Ginevra. Qui lo sceicco, dopo gli insulti all'italianità del dirigente d'azienda e dopo il rifiuto di questi alle avances di carattare omosessuale, era passato prima alle mani e poi si era sfilato la cinta dei pantaloni del suo abito europeo per agguerrirsi su Orsi. Il tutto sotto gli occhi attoniti del personale dell'albergo, braccato dai bodyguards del reale arabo.
"Il mio barbaro aggressore - sottolinea Orsi - adesso fa parte della schiera dei comuni criminali che infrangono la legge, che vengono condannati per le loro azioni e che non comprendono il concetto del rispetto della persona e dei diritti civili".
Orsi ringrazia la rappresentanza diplomatica italiana di Ginevra per il sostegno ricevuto nel corso dell‘intero processo, mostrando invece perplessità per il mancato appoggio da parte dei colleghi americani. "Io e la mia famiglia siamo grati alle autorità elvetiche per questa storica sentenza così come a quelle italiane che per tutto il procedimento hanno inviato un osservatore in tribunale. Quelle americane - racconta - mi hanno detto che non avevano le risorse e che l'udienza era a porte chiuse, cosa non vera. Semmai quella di condanna era proprio un'udienza aperta al pubblico e il dr. Cascioli del Consolato di Ginevra era seduto dietro di me".
Per ascoltare le scuse dello sceicco, era presente in aula il procuratore generale ginevrino Daniel Zappelli, il quale ha aspramente criticato l'assenza dell'imputato."Il procuratore ha detto che la contumacia dello sceicco, insieme all`assenza di scuse e di pentimento lo hanno disturbato - ha riferito Orsi - per la mancanza di rispetto non solo nei confronti del cittadino italiano, ma anche della legge e della giustizia elvetica. L‘avvocato - ha precisato Orsi - aveva chiesto il massimo della pena, ma il giudice ha deciso diversamente anche se il suo giudizio non fa una grinza. Perché - ha detto - c'è comunque una sentenza di condanna e se non pagherà la multa di 10 mila euro rischia di vedersi comminare 100 giorni di prigione. Ciò significa l'ammissione di colpevolezza. Punto. È un grande passo per la democrazia e per l'uguaglianza, un insegnamento per il resto del mondo che arriva dalla Svizzera".
I prossimi passi di Orsi saranno verso Palazzo Chigi e la Casa Bianca perché non è concepibile - sostiene - che i governi dei due Paesi di cui è cittadino non vogliano sollecitare le scuse formali dello sceicco.
"Qualche anno fa - racconta Orsi - la diplomazia degli Emirati aveva fatto dei timidi passi verso la Farnesina menzionando una lettera ufficiale che però non è mai giunta. L'Italia non può prendere questa sberla in faccia dagli Emirati Arabi". Sul comportamento degli Stati Uniti, Orsi preferisce stendere un velo pietoso:"Ci auguriamo che George Bush e Silvio Berlusconi si adoperino, alla luce della sentenza, per esigere scuse ufficiali".
Ora che lo sceicco è stato riconosciuto colpevole di aggressione, Silvano Orsi anticipa l'avvio di un processo civile. Così conclude Orsi - "Non si è ancora deciso se si dovrà svolgere in Svizzera, in Italia o negli Stati Uniti. È possibile, dato che sono italiano, che si faccia in Italia perché il nostro Consolato a Ginevra ha seguito tutto il procedimento e all'udienza finale ha chiesto che venisse pubblicamente riconosciuta la presenza in aula del consigliere Cascioli.