Dall'Italia

Vincenzo Incontro. Un siciliano sulle rotte dei salmoni

03-08-2008

ROMA. Acque fredde, la forza dei salmoni per risalire le correnti, orsi, aquile e, dietro, la storia di uomini che, ai primi del ‘900 sono partiti dall'isola di Marettimo, in Sicilia, nelle Egadi, proprio di fronte a Trapani per sbarcare prima a New York, poi trasferirsi in California e quindi battere le coste dell'Alaska. Ora questi uomini sono la forza della pesca del salmone. E sono siciliani. A quasi un secolo di distanza è sempre un siciliano a tornare su queste orme. E così Vincenzo Incontro, nato a Lentini, vicino Siracusa, classe '65, passando per la California, è sbarcato tra i ghiacci dell'Alaska immergendosi nel fiume Nak Nek nella baia di Bristol, in corrente, in piena risalita dei salmoni per raccontare la tradizione di Marettimo. Oggi Enzo, così lo chiamano gli amici, direttore dell'area marina protetta del Plemmirio, vicino Siracusa, esperto di mare, ha riportato in Italia le immagini, le emozioni e i ricordi di queste 5 settimane di avventura che a dicembre diventaranno un film.
Un'impresa resa possibile dall'Associazione nazionale famiglie migranti Sicilia (Anfe Sicilia) e coadiuvata dal direttore della fotografia, Marco Mensa, esperto documentarista.
"Migliaia di salmoni mi venivano addosso, senza soluzione di continuità. Mi arrivavano ovunque, ero completamente avvolto da queste furie mentre la corrente mi trascinava e io, con la muta stagna, ero immerso in questa massa aggressiva che mi colpiva da tutte le partì, racconta Enzo. "Mentre ero lì ho sentito un grande senso di immensità e di forza. Una grande emozione per la perfezione di questo orologio biologico scandito dalla natura e ho riportato a casa la dignità di essere italiano e siciliano". Ogni anno in Alaska vengono pescati dai 40 ai 60 milioni di salmoni e altrettanti riescono a risalire il fiume e a deporre le uova per poi morire stremati dalla fatica. Quelli invece che vengono pescati, in 24 ore raggiungono sfilettati i mercati americani mentre in 48-72 ore arrivano a Milano. E dietro ci sono i pescatori di Marettimo.
La pesca avviene secondo la tradizione e seguendo, ha spiegato Enzo Incontro, i ritmi della natura. "Ci sono i biologi che, da alcune torrette posizionate sui fiumi - ha detto Enzo - contano i passaggi. Se sono 70-80 al minuto significa che si è raggiunto un numero sufficiente per aprire la pesca". In Alaska, ha quindi riferito Enzo Incontro, l'allevamento di salmone è vietato non come in Norvegia e in Canada "dove la risorsa è esaurita e sono costretti ad allevarli". In Alaska sono riusciti a rendere questa attività sostenibile. "Una grande esperienza di vita umana e naturalistica", ha detto ancora Incontro. "C'é tutto un mondo che ruota dietro alla corsa controcorrente dei salmoni - ha proseguito Incontro - mentre facevo le riprese in acqua a 50 metri dietro di me c'erano gli orsi, le aquile venivano a cacciare sotto il mio naso, e poi foche, trichechi, leoni marini. Insomma ho potuto toccare con mano che la filiera del salmone non è solo un mercato ma è un punto fondamentale per l'ambiente".
Quella dei salmoni è una vita di sacrificio: nascono in acqua dolce, poi vanno in mare e, dopo 5 anni di viaggi, risalgono i fiumi e vanno a depositare le uova. Dopo muoiono stremati dalla fatica, ha ricordato Incontro. "La prima volta che i pescatori di Marettimo hanno visto un salmone - ha raccontato ancora Enzo Incontro - è stato tra il 1905 e il 1910. Erano sbarcati tempo prima a New York, poi hanno lavorato come carpentieri alla ferrovia Trans Pacific quindi si sono trasferiti a Monterey in California dove hanno realizzato un'industria delle sardine quindi si sono imbarcati alla volta dell'Alaska. Da lì è iniziata la tradizione del salmone per i pescatori di Marettimo".