Dal Mondo

Bush in Asia. Al via il viaggio tra sport e diritti umani

di Marco Bardazzi

05-08-2008

WASHINGTON. L'Air Force One spicca il volo verso l'Asia portando alle Olimpiadi un presidente a fine mandato, alla guida di un'amministrazione stanca e pronta a passare il testimone. Ma quello di George W.Bush non sarà solo un momento di relax a Pechino per un leader amante dello sport: la tappa cinese dell'ultimo viaggio asiatico di Bush sarà delicata, per la promessa del presidente di sollevare il tema dei diritti civili. Pechino sarà il traguardo per Bush di un tour che prima lo porterà in Corea del Sud, dove lo attendono proteste di piazza, e in Thailandia, da dove il presidente americano conta di tornare all'attacco del regime birmano.
Bush ha lasciato Washington ieri per far tappa in Alaska e incontrare le truppe in una base militare, prima di far rotta su Seul. Il dossier nucleare nordcoreano sarà al centro dei colloqui con il presidente Lee Myung-bak. L'obiettivo che l'amministrazione Bush spera di raggiungere nella regione riguarda la verifica che la Corea del Nord non abbia ceduto tecnologia o materiali nucleari ad altri paesi. Bush è pronto a compiere un gesto ad effetto, la rimozione della Corea del Nord dalla lista dei paesi sponsor del terrorismo: un passo che potrebbe avvenire già al termine del viaggio asiatico. Ma il presidente americano troverà ad attenderlo anche tensioni e proteste legate alla decisione di Lee di rimuovere il bando che da cinque anni tiene la carne americana lontana dalla Corea del Sud, per i timori della mucca pazza. A scaldare il clima è stato anche un recente incidente diplomatico, quando Washington si è inserita in un disputa tra Corea del Sud e Giappone sulle isole Dokdo, facendo irritare Seul.
Più semplice il compito che attende Bush in Thailandia, dove pronuncerà un discorso sul futuro dei rapporti tra Usa e Asia. Parole di fuoco contro il regime birmano sono attese dal presidente americano.
Lo sbarco a Pechino giovedì segnerà l'inizio della parte più attesa del viaggio. Il presidente, la First Lady e l'ex presidente George Bush parteciperanno alla cerimonia di apertura dei Giochi e anche alla sfida di basket tra Usa e Cina, oltre a prender parte ad altre cerimonie nella capitale cinese. Ma Bush ha lasciato capire che non si limiterà a fare l' appassionato di sport: alla Cina chiederà un maggior rispetto dei diritti civili e delle libertà religiose. Lo farà in un discorso che pronuncerà domenica prossima a Pechino dopo essersi recato in una chiesa, ma anche in un faccia a faccia privato con il presidente cinese Hu Jintao. "Ciò che cerchiamo in Cina - ha detto Dennis Wilder, direttore per gli affari asiatici alla Casa Bianca - non sono gesti. Vogliamo cambiamenti strutturali. Il presidente guarda a cambiamenti di lungo termine".
Bush, che tempo fa ha accolto con tutti gli onori il Dalai Lama alla Casa Bianca, nei giorni scorsi ha anche ricevuto cinque noti dissidenti cinesi nello Studio Ovale. Nello stesso tempo, però, il presidente americano starà attento a non irritare troppo i leader cinesi. Per questo, oltre ai dissidenti, ha incontrato nei giorni scorsi a Washington anche il ministro degli Esteri cinese Yang Jiechi, per garantire che l'America è intenzionata a lavorare con la Cina sui maggiori dossier mondiali. Con la sua stessa presenza ai Giochi, manderà un segnale forte di riconoscimento da parte degli Usa dei traguardi internazionali raggiunti da Pechino. Bush non ha in programma incontri formali con altri leader presenti per le Olimpiadi, ma la Casa Bianca ha fatto sapere che avrà un momento 'sociale' con il premier russo Vladimir Putin.