Il fatto

Aids. Messico. Nuova fase nella lotta al virus

di Enrica Battifoglia

05-08-2008

CITTÀ DEL MESSICO. Si  è  aperta  una  nuova  fase  nella  lotta  all'Aids.  Una  fase  "critica",  come  l'ha  definita  il  direttore  generale  dell'Organizzazione  Mondiale  della  Sanità  (Oms),  Margaret  Chan,  nella  conferenza  mondiale  che  si  è  aperta ieri  a  Città  del  Messico.  Nella  prima  conferenza  mondiale  sull'Aids  organizzata  in  America  Latina  è  ormai  chiaro  il  rilievo  sociale  dell'epidemia.  Il  virus  Hiv,  ha  detto  il  segretario  generale  delle  Nazioni  Unite,  Ban  Ki-moon,  potrà  essere  sconfitto  solo  se  ai  risultati  della  ricerca  e  alla  disponibilità  ai  farmaci  si  uniranno  forti  azioni  sociali,  in  primo  luogo  la  riorganizzazione  dei  sistemi  sanitari  e  finanziamenti  importanti  al  servizio  della  prevenzione.  
Il  Messico,  con  le  sue  campagne  di  prevezione  pressoché  uniche  nel  Sud  America,  si  pone  in  prima  fila  nella  lotta:  dopo  lo  stanziamento  di  300  milioni  di  dollari  che  hanno  permesso  di  distribuire  più  di  32  milioni  di  preservativi,  e  in  vista  del  progetto  di  garantire  l'accesso  ai  farmaci  a  tutta  la  popolazione  in  occasione  del  bicentenario  dell'indipendenza  del  Messico,  il  presidente  messicano,  Felipe  Calderon  Hinojosa,  ha  annunciato  in  apertura  della  conferenza  mondiale  di  voler  aprire  la  via  alla  distribuzione  dei  farmaci  antiretrovirali  generici.  
Nel  frattempo  si  avvicina  il  termine  del  2010,  fissato  dalle  Nazioni  Unite  per  rendere  i  farmaci  disponibili  a  tutti,  ed  è  sempre  più  chiaro  che  questo  obiettivo  non  potrà  essere  raggiunto  senza  una  forte  azione  sociale  e  politica.  Ed  essere  uniti  è  tanto  più  importante  considerando  che,  come  ha  osservato  il  direttore  esecutivo  del  programma  sull'Aids  delle  Nazioni  Unite  (Unaids),  Peter  Piot,  questa  nuova  fase  della  lotta  all'Aids  avviene  in  una  situazione  critica.  
Per  la  prima  volta  negli  oltre  20  anni  dell'epidemia,  ha  detto  "sono  disponibili  dati  su  larga  scala,  inoltre  per  la  prima  volta  meno  persone  muiono  di  Aids  e  meno  persone  contraggono  l'infezione  da  Hiv.  
Per  la  prima  volta  abbiamo  l'evidenza  empirica  che  la  nostra  brillante  coalizione  è  in  grado  di  spostare  montagne.  Questo  ci  incoraggia,  ma  non  possiamo  dichiarare  la  vittoria"  e  "non  cadere  nell'illusione  che  l'epidemia  possa  finire  in  breve  tempo".  L'Aids  si  sta  infatti  evolvendo  in  un  ambiente  in  rapido  cambiamento  e  subisce  le  conseguenze  di  una  situazione  globale  influenzata  da  recessione  economica,  aumento  delle  ineguaglianze  sociali,  cambiamento  climatico,  crisi  energetica  ed  emergenza  alimentare.  
In  questo  scenario  tutt'altro  che  facile  "deve  essere  chiaro  che  non  è  troppo  il  denaro  assegnato  alla  lotta  all'Aids,  ma  troppo  poco",  ha  aggiunto  Piot  che,  d'accordo  con  Margaret  Chan,  ha  definito  "storica"  la  decisione  del  Congresso  degli  Stati  Uniti  di  rifinanziare  il  programma  di  prevenzione  Pepfar  con  39  milioni  di  dollari.