PD. D'Alema. Diamoci una mossa serve nuovo Centrosinistra
FIRENZE. Massimo D'Alema, da "soldato semplice, senza galloni" ma "sempre in prima linea", è pronto, se il partito lo chiama, a scendere in campo per far trovare la via al Pd dopo lo smarrimento della sconfitta. Una sfida "lunga" perché "Berlusconi si muove con abilità" e perché l'obiettivo del Pd è "costruire un nuovo centrosinistra", ma l'ex ministro degli Esteri fa suo l'invito dei militanti della festa del Pd a "darci una mossa" e manda a dire a Veltroni che "va rafforzato il governo del partito con le personalità più forti come Marini ed il sottoscritto".
La festa dell'Unità ha cambiato nome ma l'ex ministro degli Esteri si sente a casa e viene accolto con il calore che si riserva ai leader. Quasi duemila persone lo accolgono, dopo il tradizionale giro degli stand, sotto il tendone, e lui, stando agli applausi che riceve, non li delude. Prima di buttarsi a testa bassa contro Berlusconi, ci tiene subito a dire che il tuffo nel mare di Ponza dal canotto non era dovuto ad una sua imperizia ma che Novella 2000 è stata abile a "tagliare".
Poi il primo affondo è per il Cavaliere dipinto come "uno che finge di governare ma non risolve i problemi scaricandoli sulla comunità". La prova eclatante per l'ex premier è l'operazione su Alitalia, dove D'Alema distingue tra "gli imprenditori che fanno gli imprenditori" e "responsabilità politiche gravi e negative". E qui si toglie un sassolino dalla scarpa: "Mi accusarono di aver fatto una merchant bank ma io feci l'opposto, e i poteri forti me l'hanno fatta pagare".
I militanti, che non si chiamano più compagni, applaudono, facendo capire che l'opposizione deve attaccare Berlusconi. Ma sopratutto vogliono capire dove va il Pd. D'Alema scorge "preoccupazione e una certa irritazione" nel popolo del Pd, ammette che "al governo abbiamo giocato molto male la partita", ma sostiene che "anche se in modo meno drammatico del 2001 serve una riflessione approfondita più che sulla sconfitta sulla via della rivincita". Via che passa attraverso il radicamento a colpi di tessere del partito, attraverso la costruzione "di un nuovo centrosinistra guardando alla sinistra e al centro" non berlusconizzato. Ma anche con la chiamata a raccolta da parte dei vertici del Pd dei pezzi da 90 del partito: "L'ho detto a Walter, c'é un problema di rafforzare il partito, mobilitando personalità come Marini o il sottoscritto".
Perché anche se l'ex ministro degli Esteri non ha ambizioni di leadership ("se servirà l'alternativa dovrà avere 20 anni meno di me" ma dovrà essere, chiosa, anche più giovane di Veltroni), è pronto a fare la sua parte.
"Non ho mai chiesto niente _ assicura D'Alema _ credo di dare il mio contributo anche così ma se uno mi chiama e mi dice: ‘guarda che c'é una situazione complicata in Sardegna', io vado".
D'Alema fa il "soldato semplice" ma anche un po' il padre saggio con i giovani dirigenti: "Per fare i leader non basta essere giovani. Bisogna fare a gomitate... Nel Pci i vecchi parlavano sempre di rinnovamento ma se ci provavi ti cioncavano le mani".
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06-01-2009












