Economia

Economia in frenata. Tassi fermi. Bce/Il Pil dell'Eurozona -0,2 % nel secondo trimestre

04-09-2008

FRANCOFORTE. La crescita di Eurolandia ingrana la marcia indietro, e per le tre principali economie dell'euro si delinea una gelata. Ma per la Banca centrale europea, che oggi tornerà a riunirsi e pubblicherà le sue nuove previsioni economiche, nonostante il rischio di recessione non è ancora ora di dare ossigeno all'economia tagliando i tassi d'interesse. Il consiglio direttivo dei banchieri centrali dovrà fare i conti con un drastico peggioramento delle prospettive economiche dei Quindici.
Ieri Eurostat ha confermato le sue stime "flash" sulla crescita del prodotto interno lordo: nel secondo trimestre 2008 il Pil di Eurolandia si è contratto dello 0,2%, dando un deciso colpo di freno rispetto allo 0,7% dei primi tre mesi dell'anno. Ed è andata male a tutte e tre le principali economie di Eurolandia, con un -0,5% per la Germania e -0,3% per Italia e Francia.
Molti economisti avvertono che, con il trimestre luglio-settembre che rischia anch'esso di essere negativo, la recessione è dietro l'angolo. Appena martedì l'Ocse ha tagliato all'1,3%, dall'1,7% precedente, la stima di crescita per Eurolandia. I dati più recenti, quelli relativi al mese di agosto, sono tutt'altro che confortanti, con l'indice dei direttori acquisti (Pmi) di agosto che continua a segnalare una contrazione dell'attività manifatturiera. Ieri una portavoce del Commissario europeo agli Affari economici, Joaquin Almunia, si è affrettata a ribadire che nel secondo trimestre i Quindici hanno risentito della forte crescita dei tre mesi precedenti, parlando di una "caduta della spesa per i consumi da parte delle famiglie" fra aprile e giugno (-0,2%), che stando ad Eurostat è proseguita a luglio (-0,4% le vendite al dettaglio).
La prossima settimana arriveranno le previsioni intermedie della Commissione Ue su Pil e inflazione, da cui si capirà se è in arrivo una revisione al ribasso per il 2008. Almunia, sabato scorso in Italia, ha detto che per i prossimi mesi "dobbiamo aspettarci una crescita molto, molto bassa", anche se "non dobbiamo essere necessariamente pessimisti". Secondo la bozza di una nota informativa messa a punto dai tecnici di Almunia e anticipata tuttavia, alcuni Paesi "sembrano essere vicini al una recessione tecnica", e per i Quindici "le prospettive economiche complessive di breve termine restano lontane dall'essere favorevoli".
Un quadro di cui, oggi, la Bce dovrà prendere atto, riducendo le sue "staff projections" che tre mesi fa puntavano su una crescita dell'1,8% quest'anno (che ormai appare lontana) e dell'1,5% il prossimo. In teoria ciò dovrebbe indurre la Bce, oggi, a usare toni "morbidi", che facciano intuire un prossimo calo del costo del denaro, rialzato al 4,25% a luglio.
Se non fosse che il cruccio dei banchieri centrali di Francoforte continua ad essere l'inflazione ancora elevata, piuttosto che la crescita a rischio.
Nonostante il rallentamento dei prezzi di Eurolandia ad agosto (al 3,8% preliminare), gli economisti prevedono una revisione al rialzo delle previsioni d'inflazione della Bce, che imporrà di mantenere i tassi fermi (se lo aspettano 46 dei 47 economisti sentiti dalla Bloomberg) e di fatto suggerirà al presidente Jean-Claude Trichet di un nuovo richiamo a contenere i salari, usando toni rigorosamente anti-inflazionistici alla conferenza stampa di domani. Come ha già fatto il membro del comitato esecutivo Lorenzo Bini Smaghi ("l'inflazione è troppo alta", ha detto la scorsa settimana).
Oggi poi, secondo il quotidiano Boersen-Zeitung è probabile che dalla Bce arrivi una stretta sul collaterale che le banche possono portare a garanzia dei rifinanziamenti con cui l'istituto fornisce loro liquidità. Una misura, fatta per evitare che vengano strutturati prodotti tagliati apposta per accedere alla liquidità fornita dalla Bce, che comunque sarà centellinata, per evitare ripercussioni sui mercati monetari.
Nella foto, Joaquin Almunia