Alitalia. Al via il confronto governo-sindacati-azienda. Si parte da 3.250 esuberi
ROMA. Una base di 3.250 esuberi che potrebbe salire a 3.950. C'é, infatti, un punto interrogativo sul destino dei 700 lavoratori di call center, information technology e amministrazione di Alitalia. La trattativa sul piano Fenice della "Compagnia aerea italiana" guidata da Roberto Colaninno è partita ieri al ministero del Lavoro con una deadline fissata dal ministro Maurizio Sacconi in giovedì prossimo, 11 settembre.
I sindacati, che hanno accolto l'illustrazione del progetto mostrando un'apertura di massima al confronto, intendono affrontare tutti i nodi senza scadenze e comunque preferiscono rimandare a domani un giudizio più ragionato. Ma l'offerta della cordata di imprenditori reclutata da Intesa SanPaolo, advisor per la privatizzazione, scade il 30 settembre. E incombe il rischio di fallimento per la critica situazione finanziaria di Alitalia che a fine mese potrebbe avere una cassa ridotta a 30-50 milioni. Così, il commissario straordinario, Augusto Fantozzi, non avrebbe alternativa a portare i libri in tribunale.
Intanto, il Gruppo Banca Leonardo è stato nominato dal ministro Scajola esperto indipendente per compiere la perizia sugli asset che la Cai intende acquistare. Dai 17.500 lavoratori strutturali di Alitalia e AirOne (15.600 della prima e 1.900 della seconda) 14.250 saranno riassunti nel "sistema Alitalia", cioé fra la newco e le società che assorbiranno cargo e manutenzione ordinaria che Colaninno punta ad esternalizzare, secondo quanto spiegato dal ministro del Lavoro.
Entreranno nella nuova Alitalia in 11.500, ha indicato Sacconi all'avvio del tavolo con le nove sigle sindacali rappresentate dai leader (assente solo il numero uno della Cgil, Guglielmo Epifani) a cui hanno partecipato, tra gli altri, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, i ministri Scajola, Matteoli, Ronchi, i vertici di Cai, Colaninno e l'amministratore Rocco Sabelli. Gli 11.500 potrebbero salire a 12.200 se Cai deciderà di includere i 700 di quella che Sacconi ha chiamato la "zona grigia" (call center, It e amministrazione, ricomprese in Az Servizi).
Pochi rischi sembrano esserci per i 450 piloti del Cargo visto "il forte interesse" intorno all'attività mentre 1.600 lavoratori della manutenzione dovrebbero trovare una collocazione in un'altra società. Per la nuova Alitalia c'é un progetto di leader domestico con una quota di mercato del 56%, con un network completo fra breve, medio e lungo raggio per 75 destinazioni con un totale di 153 aerei dal 2009.
Lo scalo di Milano Linate diventerebbe city airport per il collegamento con Roma-Fiumicino e per la maggior parte delle 16 destinazioni intercontinentali si riaprirebbero le porte di Malpensa. Una prospettiva che alcuni sindacati hanno interpretato come tagliata più su un'alleanza con Lufthansa piuttosto che con Air France-Klm. Per il numero uno della Cisl, Raffaele Bonanni, non si parte affatto con il piede sbagliato ma ogni nodo andrà affrontato singolarmente; gli esuberi sono meno di quanti previsti da Air France. E se per il segretario generale della Uil Luigi Angeletti la trattativa non sarà facile, la leader dell'Ugl Renata Polverini vuole partire da 3.250 esuberi per scendere e comunque chiede la garanzia che ciascun lavoratore dovrà essere ricollocato anche perché hanno un'alta qualificazione.
E se l'assente Epifani ha annunciato che darà una risposta oggi (la trattativa riprende alle 15), il suo segretario confederale Fabrizio Solari ha ribadito che la situazione è complicata, c'é molto da fare; il piano ha una sua razionalità ma deve garantire che questo Paese sia collegato efficacemente con il resto del mondo. Il numero di esuberi e il perimetro aziendale sono questioni di una consistenza enorme. I piloti dell'Anpac rilevano forti criticità per l'arretramento sul lungo raggio e il cargo; più drastico l'Sdl al quale non tornano i conti sugli esuberi stimati dal sindacato in seimila. Giudizio sospeso tra i piloti dell'Up e gli assistenti di volo dell'Avia.
Infine, il commissario europeo ai Trasporti Stefano Tajani non esclude che Bruxelles chiederà ulteriori chiarimenti sul decreto legge per il salvataggio di Alitalia. E la valutazione, comunque, arriverà non in tempi brevissimi.












