Nomadi-UE. L'Italia ottiene via libera da Bruxelles. I provvedimenti non sono discriminatori
NOMADI: ITALIA OTTIENE VIA LIBERA DI BRUXELLES /ANSA
COMMISSIONE UE: PROVVEDIMENTI NON SONO DISCRIMINATORI
BRUXELLES
(di Enrico Tibuzzi) (ANSA) _
BRUXELLES. Via libera della Commissione europea ai provvedimenti adottati dal governo italiano per fare fronte all'emergenza nomadi. Dopo un'attenta analisi delle azioni intraprese, Bruxelles ha constatato che le misure adottate sono in linea con il diritto comunitario. Lo scrutinio eseguito dai funzionari dei servizi del commissario Ue alla giustizia, Jacques Barrot, ha riguardato le misure prese in Italia, a partire dal maggio scorso, per permettere ai prefetti di Roma, Milano e Napoli di gestire la situazione d'emergenza dei campi nomadi situati sui loro territori e il conseguente censimento. Tutti interventi che Roma ha trasmesso a Bruxelles tra luglio e agosto scorsi e che sono stati al centro di scambi di vedute e alcuni interventi correttivi.
"Non avevo alcun dubbio, ero certo di questo responso dell'Unione europea visto che il nostro provvedimento era in linea con il diritto comunitario", ha commentato con soddisfazione il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Per il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, il parere espresso dalla Commissione Ue "fa giustizia di tutte le accuse, le offese e gli insulti ricevuti". "Credo che oggi qualcuno dovrebbe chiedere scusa al governo italiano", ha poi aggiunto il ministro per le Politiche europee, Andrea Ronchi.
"Né le ordinanze, né le linee direttrici, né le condizioni di esecuzione" degli interventi decisi a livello ministeriale e non, ha spiegato Michele Cercone, portavoce di Barrot, "autorizzano la raccolta di dati in base all'origine etnica o alla religione delle persone censite". E quindi non possono essere ritenuti discriminatori e contrari al diritto comunitario.
Analogo discorso per quanto riguarda la raccolta delle impronte digitali, altra iniziativa finita al centro, nei mesi scorsi, di forti polemiche. I servizi della Commissione, ha detto ancora Cercone, hanno potuto constatare che la loro raccolta "viene fatta solo per identificare persone di cui non é possibile accertare l'identità in altro modo". Un sistema "valido in particolare per i minori , nei confronti dei quali questi rilievi vengono effettuati solo nei casi strettamente necessari e come ultima possibilità di identificazione".
Il portavoce ha anche riferito dell'apprezzamento espresso dal commissario Ue "per la volontà" di rispettare le norme comunitarie dimostrata dall'Italia attraverso una fattiva cooperazione. Una cooperazione che, ha detto ancora Cercone, ha consentito anche di "correggere tutte le misure che potevano dare luogo a contestazioni".
Barrot continuerà comunque a seguire il dossier e ha chiesto all'Italia di ricevere informazioni sull'applicazione delle misure prese, lo svolgimento del censimento e i suoi risultati. Dal 18 al 20 settembre, su invito di Maroni, una delegazione del Parlamento europeo guidata dal presidenze della commissione libertà, il liberale belga Jerard de Pre, sarà in Italia per verificare sul campo le modalità di attuazione del censimento in atto nei campi nomadi.
Dopo aver incassato la 'benedizione' dell'Ue sul fronte nomadi, ora Roma attende da Bruxelles il via libera ai tre decreti legislativi che introducono una stretta sulle norme relative al soggiorno dei cittadini comunitari, all'asilo e ai ricongiungimenti familiari. Tre decreti approvati dal Consiglio dei ministri prima della pausa estiva ma non ancora entrati in vigore in attesa di un 'nulla osta' preventivo da parte della Commissione che potrebbe giungere nelle prossime settimane.












