Dagli USA

E' il momento dell'Eroe del Vietnam. McCain si presenta

di Marco Bardazz

05-09-2008

McCain ha lavorato per sei settimane a un discorso nel quale ha insistito sul proprio profilo di 'maverick', il cane sciolto della politica capace di posizioni anticonformiste e scomode talvolta per gli stessi repubblicani. Un attacco allo "status quo di Washington" (città di cui è però un'icona da decenni) che serve a cercare di prendere le distanze da George W.Bush

ST.PAUL. Un'America eccitata da due singolari incarnazioni della politica del XXI secolo, il carismatico nero Barack Obama e la mamma d'assalto Sarah Palin, ha compiuto d'un tratto un salto nel passato, per ascoltare la proposta vecchio stile e 'All American' di John McCain.
Sopravvissuto alle prigioni del Vietnam 30 anni fa e dato per morto politicamente solo l'estate scorsa, a 72 anni il resuscitato McCain è salito sul palco della convention repubblicana per presentare l'America che vorrebbe guidare nei prossimi quattro anni.

McCain ha lavorato per sei settimane a un discorso nel quale ha insistito sul proprio profilo di 'maverick', il cane sciolto della politica capace di posizioni anticonformiste e scomode talvolta per gli stessi repubblicani. Un attacco allo "status quo di Washington" (città di cui è però un'icona da decenni) che serve a cercare di prendere le distanze da George W.Bush.

Esperienza, riforme e approccio bipartisan sono i concetti chiave che Mark Salter, da oltre un decennio l'autore dei testi di McCain, ha incastonato dentro un intervento che il senatore dell'Arizona ha pronunciato in una scenografia assai diversa da quella del bagno di folla dell'incoronazione di Obama nello stadio stracolmo di Denver. Ma anche dal trionfo della Palin, la vice che McCain ha chiamato al suo fianco e che ha dimostrato la familiarità con le telecamere che le viene dalla laurea in giornalismo e dall'esplosiva carriera politica in Alaska.

Rimodellando il palco della convention di St.Paul, i repubblicani hanno creato una passerella da sfilata di moda, per permettere a McCain di trovarsi a parlare immerso in mezzo alla platea. Un modo per farlo sentire in un'atmosfera raccolta da 'town-hall meeting', le assemblee pubbliche tipiche della tradizione politica americana che McCain preferisce alle folle oceaniche.

Dopo la graffiante e applauditissima retorica anti-Obama della Palin (e prima di lei di Rudy Giuliani), a McCain è toccato volare più alto e dettagliare la sostanza del programma dei repubblicani: taglio alla spesa pubblica, aiuti fiscali alle imprese, investimenti nell'approvvigionamento energetico in America (trivelle e centrali nucleari), nuove forme di gestione per i programmi previdenziali e di assistenza sanitaria del paese. E ancora, politica estera muscolosa ma aperta alla diplomazia, confronto duro con la Russia, sguardo scettico verso la Cina, ma sostegno totale al libero scambio. E infine la lotta al terrorismo e l'Iraq, su cui McCain rivendica di essere stato
"dalla parte giusta" - quella dell'invio dei rinforzi - quando era una posizione scomoda e soprattutto quando Obama si batteva per il ritiro immediato.

Conclusa la quattro giorni repubblicana di St.Paul, tormentata all'inizio dall'emergenza per l'uragano Gustav, per la coppia McCain-Palin comincia ora la volata finale che avrà per obiettivi soprattutto stati-chiave del voto di novembre come Michigan, Ohio, Wisconsin, Florida e Colorado. Gli staff delle due campagne e gli analisti della politica americana sono impegnati soprattutto a capire come l'innesto della Palin nel 'ticket' repubblicano abbia cambiato la dinamica della corsa e come verrà recepito dal paese.

"I conservatori sono eccitati perché hanno finalmente trovato il loro Obama", ha sintetizzato il direttore politico della Nbc, Chuck Todd. "Quello che dicono in tutto il paese - ha aggiunto - è che hanno trovato il loro candidato da XXI secolo, ma capace anche di presentare un'agenda conservatrice con il sorriso, come faceva Reagan". Entusiasta è Rush Limbaugh, una delle più ascoltate voci radiofoniche
conservatrici nel paese, per il quale la Palin "é due volte più uomo di Obama". Limbaugh, finora un critico di McCain, ha ribattezzato il candidato repubblicano 'John McBrilliant'.

L'effetto è esattamente quello che McCain sperava dalla scelta della governatrice, che si presenta con la numerosa famiglia, propone ricette da conservatorismo sociale e si descrive come "un pitbull con il rossetto". Al senatore mancava una base entusiasta come quella che ha Obama e ne aveva bisogno per affrontare i due mesi finali. Adesso chiese e organizzazioni conservatrici sono sul piede di guerra per aiutarlo.

Ma la Palin resta un'incognita e un rischio enorme per McCain. Finora non si è sottoposta a una sola intervista con i media, e quando lo farà è a rischio di gaffe: nessuno è in grado di prevedere, negli Usa, come un politico locale può reagire quando viene catapultato d'un tratto sulla scena nazionale. I democratici l'attendono al varco. David Axelrod, lo stratega di Obama, ha accusato la Palin di aver attinto al
manuale dei colpi bassi dell'amministrazione Bush, usando "solo falsità" sul candidato democratico. Joe Biden, il vice di Obama, ha invece riconosciuto che la governatrice dell'Alaska ha offerto una grande performance, ma "priva di contenuti". Biden, un politico di lungo corso con decenni di esperienza in politica estera, adesso l'attende al varco al dibattito vice-presidenziale del 2 ottobre, quando cercherà di farla
cadere in qualche trappola spostando il dibattito dalle trivelle dell'Alaska - su cui la Palin è assai preparata - ai tumulti dell'Ossezia del Sud o alle tensioni tra sciiti e sunniti in Iraq.