La politica

Fini favorevole al voto agli immigrati. Bossi: chi lo vuole è testa di legno. Berlusconi stempera: non è in agenda

06-09-2008

ROMA. Il leader della lega Umberto Bossi attacca chi vuole il voto per gli immigrati. E lo fa parlando al comizio per la festa della Lega, a Cassano Maganago: "Ci vuole una bella testa di legno per dare il voto agli immigrati _ ha detto riferendosi all'opposizione _ perdono le elezioni e non capiscono che la gente vuole comandare a casa sua e aiutare gli altri a casa loro".
'Lei ha parlato di testa di legno, ma anche nel Pdl c'è chi è favorevole al voto', gli hanno ricordato i cronisti alla fine del comizio.
"Non è nel programma _ ha risposto _ l'importante è che Berlusconi abbia detto no".
Mercoledì il premier aveva escluso che la questione fosse nell'agenda del governo e in quella del Parlamento ma ieri è tornato sull'argomento per sdrammatizzare e per sottolineare che con Gianfranco Fini, che nei giorni scorsi si era espresso favorevolemnte, sulla questione non c'è nessuno scontro in atto così come riportato in alcuni retroscena giornalistici. In mattinata una nota di palazzo Chigi ha bollato come "fantasiose" alcune ricostruzioni, rimarcando che il premier "non ha mai pronunciato" quelle frasi virgolettate piutosto critiche nei confronti del presidente della Camera. Poi, nel pomeriggio è stato lo stesso presidente del Consiglio a gettare acqua sul fuoco.
"Con Fini non c'è stato nessun incidente. Non ci siamo sentiti perché non ce n'era bisogno. Tra noi non c'è nulla da chiarire", ha risposto Berlusconi ai cronisti che gli chiedevano se ci fosse stata una telefonata di chiarimento con il presidente della Camera. "D'altronde su questa questione Fini ha proposto le cose che aveva già detto in passato", ha aggiunto il premier per sottolineare come quella presa di posizione non fosse affatto un novità politicamente dirompente. Sta di fatto però che nel Pdl si consolidato le posizioni dei due diversi fronti.
A fare eco al premier il capogruppo del Carroccio alla Camera Roberto Cota: "Bisogna garantire il rispetto del programma di governo. E in quel programma il voto agli immigrati non c'è. Dobbiamo invece difendere i diritti dei nostri cittadini, dei nostri giovani, dei nostri anziani".
Anche Mario Borghezio non rinuncia alla stoccata mandando a dire a Fini che la sua è una posizione non condivisa dall'elettorato del Pdl e di An in particolare: "Tutte le posizioni sono legittime e quindi io non voglio mancare di rispetto al presidente della Camera. Semplicemente dico che i nostri elettori, cioé quelli dell'attuale maggioranza di governo, e quindi anche quelli di Fini, la pensano in maniera opposta".
Per l'azzurra Isabella Bertolini, "é sempre più inspiegabile il maldestro agitarsi a sinistra sul diritto di voto agli immigrati. Questa follia _ ribadisce _ è rimandata a data da destinarsi".
In difesa del presidente della Camera scende invece Fabio Granata, uomo di An e capogruppo del Pdl in commissione cultura a Montecitorio: "Gianfranco Fini è stato lungimirante. Il Pdl diventi protagonista illuminato del voto amministrativo agli immigrati che amano l'Italia". Da Gianfranco Rotondi (Dca) un monito: "E' preferibile non smentire mai il presidente della Camera, tanto meno se espressione della propria parte politica". Secondo Rotondi, "all'idea del voto agli immigrati si potrà dare un percorso parlamentare fuori dall'azione del governo".
Polemiche a parte,"affaritaliani.it" ha fatto realizzare un sondaggio dal quale risulta che il 52,6 degli italiani è favorevole a concedere il voto agli extracomunitari che pagano le tasse. Forte di questo dato, Raffaele Bonanni, segretario generale della Cisl ha chiesto al ministro dell'Interno Roberto Maroni un incontro con tutti i sindacati sull'immigrazione: "Questo tema _ ha detto _ non può essere visto solo dal versante dell'ordine pubblico. Bisogna invece attuale percorsi per il riconoscimento di alcuni diritti fondamentali agli immigrati".