La città

Il sottosegretario allo Sviluppo economico con delega al commercio estero, Adolfo Urso (foto di Riccardo Chioni)

Fashion Week. L'Italia conquista l'America con "Everybody Wants to Be Italian"

di Riccardo Chioni

06-09-2008

NEW YORK. Protagonista per un giorno da costa a costa: dalla Fashion Week di New York, alla prima hollywoodiana del film "Everybody Wants to Be Italian", l'Italia ieri ha decisamente conquistato l'America.
A Briant Park, Midtown Manhattan, dove è in svolgimento la Fashion Week ieri il sottosegretario allo Sviluppo economico con delega al commercio estero, Adolfo Urso ha visitato lo stand della calzatura italiana allestito sotto il tendone della moda, assieme al direttore generale dell'Ice, Massimo Mamberti, al direttore dell'ufficio Ice di New York, Aniello Musella e al console generale Francesco Talò.
Per la settimana della moda americana l'azienda Italia ha portato a New York 43 imprese calzaturiere, sulla scia di un semestre positivo per il Made in Italy che neppure supereuro e crisi dei consumi interni americani sono riusciti a frenare.
Il ritmo di crescita delle esportazioni italiane nel pianeta America nel primo trimestre del 2008 hanno fatto registrare quota 18.5 miliardi di dollari, segno che nel settore della moda il prodotto italiano continua a tirare.
"Il Made in Italy non si ferma. Il nostro export è aumentato del 11.17 per cento a 18.5 miliardi di dollari. Quello statunitense - ha sottolineato Urso in conferenza stampa nella sede dell'Ice - resta il nostro primo mercato extraeuropeo, con una quota del 9 per cento".
Per rafforzare la presenza italiana è stato predisposto attraverso l'Ice un piano di promozione straordinario del Made in Italy per 10 milioni di euro, "a sostegno - ha precisato il sottosegretario - delle imprese delle 4A che hanno reso famoso il marchio Italia nel mondo: agroalimentare, automazione, abbigliamento-moda, arredo-casa".
Per attuarlo Adolfo Urso prosegue in questi giorni la sua missione newyorkese per promuovere la moda italiana durante il Fashion Week dove vengono presentate le collezioni per la prossima primavera-estate.
Come tanti preziosi oggetti del desiderio, sotto gli occhi degli operatori della moda, racchiuse dentro delle teche, sono in mostra le calzature dell'alta qualità italiana.
"Il nostro comparto moda nel primo semestre - ha spiegato Urso - ha registrato una crescita record di 3 miliardi di dollari e di questi circa 600 milioni solo per le calzature. Le importazioni americane coprono il 90 per cento del mercato totale del consumo di calzature e nel 2007 gli Stati Uniti hanno importato dall'Italia circa 22 milioni di paia di calzature per un valore di 1.2 miliardi di dollari. Il nostro Paese - ha proseguito - è così arrivato ad essere il quinto esportatore di calzature dopo Cina, Vietnam, Brasile e Indonesia. Pensiamo che possiamo fare ancora di più e meglio, nonostante il valore unitario delle scarpe italiane sia il più elevato a 55.47 dollari al paio".
Il ministero per lo Sviluppo economico assieme all'Ice, anche quest'anno ha approntato un programma di promozione straordinario per un ammontare di 10 milioni di euro, volto a sostenere il rilancio della competitività dei prodotti italiani, ad aumentare la quota di mercato e a incentivare la presenza commerciale nella provincia americana.
"In questi mesi più che il caro euro, che comunque favorisce i nostri investimenti negli Stati Uniti - ha precisato Urso - a danneggiare il Made in Italy è stato il disastro mediatico di Napoli invasa dai rifiuti o la storia del Brunello contraffatto. Stiamo riuscendo a recuperare quell'immagine che associa all'Italia e alla sua produzione l'alta qualità. Per questo siamo fiduciosi che il trend positivo del primo semestre continuerà e potremo chiudere il 2008 con una crescita del nostro export superiore a 30 miliardi di dollari".
E per rispondere a una crisi che sta colpendo le maggiori economie mondiali, la ricetta del sottosegretario allo Sviluppo è una "necessaria politica di sostegno all'export: testo unico del commercio estero, cabina di regia su internazionalizzazione, riforma degli enti Ice, Simest e Finest, con l'obiettivo di ottimizzare le risorse per la promozione, missioni di sistema su asset e target specifici".