Veltroni rilancia. Ora una fase nuova per il PD: "facciamo squadra". Ma sferza Parisi e attacca il governo
FIRENZE. Un sondaggio dà il Pd in calo, Parisi lo piccona e nel partito le critiche sembrano superare gli applausi. Ma Walter Veltroni non alza bandiera bianca e, rincuorato dal pienone alla Festa dei Democratici a Firenze, sferza chi lo attacca e tende la mano a chi, come Massimo D'Alema e Franco Marini, gli offre aiuto: "Ho il dovere di coinvolgere tutti, ma vorrei ci fosse uno spirito di squadra", è l'appello del leader democratico che, in caso di fallimento, vede il rischio di "una diaspora inconciliabile" nel centrosinistra.
Non sono giorni facili per il segretario del Pd e forse la commozione che lo prende sul palco quando parla degli "immigrati in fuga dalla fame", tradisce anche la tensione. Firenze lo accoglie con calore, come sperimenta Veltroni già in mattinata, arrivando alla Festa prima di andare al ricevimento per il matrimonio di Jovanotti. "La base del partito è più avanti dei suoi dirigenti", si rincuora il leader che non riesce a capacitarsi del fatto che, come sempre è accaduto nella storia del centrosinistra, dopo la sconfitta parte "uno psicodramma senza fine" e che invece di "ripartire da uno straordinario 34%" si avvia "una discussione senza fine" con durissimi attacchi al vertice.
"Ci sono dirigenti _ sostiene Veltroni chiamando in causa Arturo Parisi _ che tirano bordate per finire sui giornali e non capiscono che danneggiano il partito. Dire che Berlusconi è meglio di me è un'offesa al popolo del 34%, chi dirige ha responsabilità più alte, non solo privilegi".
Quasi un benservito all'ex ministro della Difesa, ma è un'apertura quella offerta alla disponibilità di big come D'Alema e Marini: "Va benissimo, è mio interesse di segretario e dobbiamo coinvolgere tutti". Anche se una condizione c'è: "Vorrei che ci fosse uno spirito di squadra, sia che si vinca, sia che si perda", afferma Veltroni, ricordando l'ingratitudine di quanti un minuto dopo la sconfitta passarono dal 'grazie' al silenzio.
E poi "per costruire il Pd del futuro e non del passato, per me il principale problema è far avanzare una nuova generazione di dirigenti politici". Anche per questo, incontrando un gruppo di giovani romani che hanno steso sotto al palco uno striscione con su scritto: "Noi giovani troppo avanti... E il partito?", assicura loro che avranno più spazio.
I militanti, che ormai non si chiamano più compagni, applaudono e il segretario dei Democratici guarda avanti: "La confusione è normale, ma ora si apre una fase nuova", bisogna tornare tra la gente e costruire un'opposizione che faccia "tornare l'indignazione politica e morale" verso il governo e riporti alla vittoria. Perché, se "Di Pietro cavalca la tigre" del giustizialismo e "ha stracciato il nostro patto elettorale", il Pd resta un'opposizione che "non dà colpi bassi" a Berlusconi, che denuncia ma "tiene un filo di equilibrio" e che, "oltre al fronte del no, porterà il 25 ottobre in piazza anche la proposta".
E la prima Veltroni la annuncia dal palco di Firenze, illustrando un pacchetto per le famiglie, per arginare la vera emergenza del paese che "é la crisi dei consumi". Il Paese "è senza guida", ma la convinzione del leader democratico è che "la luna di miele si sgonfierà e dopo i fuochi di artificio si vedranno le macerie". Per allora il Pd, spera Veltroni, dovrà farsi trovare pronto e unito.
Intanto, il segretario è soddisfatto della festa di Firenze (un milione 80mila visitatori fino a venerdì): "Abbiamo fatto una cosa molto bella, la cosa migliore per riprendere la stagione con la fiducia necessaria". Poi, un applauso alle tante persone presenti ieri sera alla Fortezza da Basso nonostante l'umidità e il caldo: "Tante migliaia di persone con questo caldo è un fatto eroico".
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06-01-2009












