Dal Mondo

Dominique Strauss-Kahn

Fmi / L’Ue candida Strauss-Kahn. Successo per il presidente francese Sarkozy

di Marisa Ostolani

10-07-2007

BRUXELLES. L'ex ministro delle Finanze francese, il socialista Dominique Strauss-Kahn, è il candidato europeo alla direzione generale del Fondo monetario internazionale, in sostituzione dello spagnolo Rodrigo Rato, che lascerà anticipatamente l'incarico il prossimo ottobre. I ministri delle finanze dei 27, riuniti nell'Ecofin, lo hanno scelto a maggioranza tra una rosa ufficiale di nomi che, oltre al suo, ne includeva solo un altro: quello dell'ex premier polacco Marek Belka, che ha ricevuto pochi consensi.

Sulle qualità di Strauss-Kahn, fortemente sponsorizzato dal presidente francese Nicolas Sarkozy anche se socialista, i ministri finanziari sono stati tutti d'accordo, ma la Gran Bretagna ha detto "di non sentirsi vincolata" alla sua candidatura e di sperare anzi che altri candidati si facciano avanti da altre parti del mondo. "Penso che Dominique Strauss-Kahn sia un candidato molto credibile, ma la Gran Bretagna vuole vedere altri candidati che potrebbero essere messi in campo da altre parti del Fmi", ha detto il cancelliere dello Scacchiere Alistair Darling, spiegando che le perplessità del governo britannico non riguardano il nome, ma le procedure.

"Non penso che l'Europa possa semplicemente dire «che la posizione è nostra e che noi non siamo pronti a discutere questo con nessun altro»", ha detto Darling, per il quale c'é la necessità di procedere ad "un processo aperto e trasparente", superando quel patto non scritto che vige dal 1945, per il quale la direzione del Fmi è dell'Europa, mentre la presidenza della Banca Mondiale agli Usa.

La questione non è stata ignorata dall'Ecofin. "Abbiamo deciso di appoggiare la candidatura di Strauss-Kahn e contemporaneamente renderci disponibili ad una discussione con l'insieme dei paesi del mondo sulla struttura di vertice delle due istituzioni di Bretton-Woods", ha riferito il ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa. "Poche settimane fa è accaduto che, seguendo la tradizione, ci fosse la candidatura Usa, poi diventata nomina, di un nuovo presidente alla Banca Mondiale. Oggi l'Europa fa lo stesso con il Fmi, ma siamo consapevoli che questa tradizione che risale agli anni Quaranta in un mondo che è cambiato va rimessa in discussione".

Se ne riparlerà però la prossima volta perché la nomina già fatta dagli Usa alla Banca mondiale e i tempi stretti di una decisione sul Fmi "non ci hanno consentito di valutare una procedura diversa", ha spiegato il ministro portoghese, presidente di turno, Fernando Teixeira Dos Santos. L'Unione europea svilupperà però contatti con gli altri partner del Fmi, in particolare con i paesi in via di sviluppo che reclamano parità di trattamento.

L'appoggio europeo a Strauss-Kahn - che da Parigi ha ringraziato "calorosamente" gli ex colleghi - è un innegabile successo di Sarkozy. Se l'ex ministro socialista, 58 anni, poliglotta con grandi doti di comunicatore, vincerà la sua corsa al Fmi, la Francia farà poker, vantando già la presidenza della Bce, la direzione della Wto e la presidenza della Bers. La bulimia francese non è stato però elemento di particolare preoccupazione tra i ministri. "Per il Fmi, come per la Banca mondiale, bisogna trovare il candidato migliore. Il passaporto non dovrebbe essere la cosa determinante", ha commentato Padoa-Schioppa, che ha anche precisato che la decisione dell'Italia di non avanzare candidature è "stata una valutazione del governo".

L'Italia potrebbe però guidare il Comitato monetario e finanziario del Fmi. L'Ecofin ha infatti confermato la candidatura di Padoa-Schioppa per questo incarico, in sostituzione di Gordon Brown.

 

 

 

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