Il film: "Miracolo a Sant'Anna". Spike Lee sfida i partigiani
FIRENZE. Alla fine, il film 'Miracolo a Sant'Anna', un piccolo 'miracolo' l'ha fatto davvero: ha messo d'accordo maggioranza e opposizione del piccolo Comune di Stazzema (Lucca), per conferire la cittadinanza onoraria al regista americano Spike Lee. Per il resto, però, le polemiche legate alla pellicola che racconta l'eccidio di 560 civili nell'agosto 1944 continuano a far discutere. I partigiani parlano di falsità storiche e già lunedì hanno annunciato volantinaggi alla proiezione oggi a Viareggio: all'iniziativa si sono uniti l'Anpi di Massa, che ricorda come per il tribunale militare spezzino non ci furono responsabilità dei partigiani, di Montignoso, Licciana Nardi, Villafranca e Pontremoli. Lee non chiede scusa, ma invita a riflettere e a valutare che tra i partigiani non tutti furono eroi.
Il film è stato presentato ieri sera a Firenze in prima nazionale con grande affluenza di pubblico, con tanto di tappeto rosso stile Hollywood in piazza Strozzi a Firenze. In sala, oltre al regista, seduto in nona fila, allo sceneggiatore James McBride e al cast, tra cui Valentina Cervi e Pierfrancesco Favino, ci sono anche numerose autorità cittadine e toscane, nonché una delegazione venuta dalla frazione del comune di Stazzema Sant'Anna, teatro dell'eccidio nazista del 1944 raccontato dal film. Presenti anche alcuni sopravvissuti alla stage e alcuni membri dell'associazione Martiri di Sant'Anna.
Dopo le polemiche degli ultimi giorni tra il regista e i partigiani, la 'prima' non ha visto nessuna contestazione. Anzi, ad inizio film, è stato applaudito dal pubblico il messaggio scritto che spiega come le vicende narrate, pur rifacendosi a fatti reali, siano frutto della libera licenza creativa, e che fa riferimento alla sentenza sulla strage del tribunale militare. Anch'egli presente alla prima il sindaco di Stazzema, Michele Silicani, ha fatto riferimento alle polemiche definendole "un attacco strumentale con finalità politiche. Spero solo che con l'uscita del film ci sarà l'opportunità per rendersi conto del valore dell'opera che prende chiaramente una parte e dà un giudizio positivo sulla lotta di Liberazione dal Nazifascismo".
In mattinata Lee, con lo sceneggiatore James McBride, è stato ospite di un dibattito a Palazzo Strozzi: presenti, tra gli altri, l'assessore regionale alla cultura Paolo Cocchi, il presidente della Fondazione Mps Gabriello Mancini, il presidente della Mediateca regionale Ugo Di Tullio, il sindaco di Stazzema Michele Silicani. "Non ho alcun dubbio che i partigiani siano stati dei grandi, ma non erano universalmente amati dai civili - ha detto Lee -. Nel mio film non esistono eroi e cattivi, ma solo buoni e cattivi: la maggior parte dei nazisti erano atroci assassini, ma alcuni erano 'un po' meglio', e lo stesso vale per i partigiani, che spesso lottavano contro i tedeschi e poi fuggivano, un po' come i guerriglieri, in quanto era l'unico modo per reagire ai grandi eserciti. Era un periodo complicato e ci sono diverse angolazioni per leggere la storia".
Lee ha poi spiegato di essere stato a girare in Italia sei mesi durante i quali "ho parlato con molti sopravvissuti per avere la loro 'benedizione' prima di iniziare i ciak sul 'sacro' suolo dove si é tenuto l'eccidio".
Durante la sua permanenza in Italia ha fatto un'indagine informale e ne è emerso "che sette italiani su 10 non avevano mai sentito parlare dell'eccidio di Sant'Anna". Per il resto, il suo intento era "raccontare come si intrecciano le vicende italiane con quelle dei soldati afro-americani: spero che il film sia colto come un invito a continuare a studiare la vostra storia, così come noi faremo con la nostra, e quando le due si incontrano è una cosa buona. E non escludo di tornare a girare in Italia". McBride, "scrittore commerciale di romanzi storici", come si è definito, ha spiegato di aver "cercato il modo per ridare vita alle vittime. Come americano nero ho il massimo rispetto per i partigiani, ma volevo dimostrare che in guerra tutto è possibile".
"Sant'Anna - ha concluso - è rimasta lì per 50 anni: in Italia nessuno, tra registi o romanzieri, si è dedicato a questo tema. Ho cercato di fare del mio meglio".
Tra le motivazioni si sottolinea che nel film "pur nella libertà artistica che deve essere riconosciuta a un grande regista, viene portato all'attenzione mondiale che cosa accadde e valori quali la resistenza e il sacrificio delle popolazioni locali".
"Basta polemiche - ha detto Silicani mostrando la sua tessera dell'Anpi -: questo film esalta i valori partigiani: è vero che parla di un partigiano che ha tradito, ma soprattutto di quei partigiani che combatterono fino alla morte per difendere i civili". Stasera ci sarà anche Enrico Pieri, 76 anni, sopravvissuto alla strage. "Credo che Spike Lee abbia ricevuto da Sant'Anna più di quanto il suo film non abbia dato al paese - ha rilevato -. Andrò a vedere il film ma devo ammettere che su Sant'Anna si parla troppo e si conclude poco: per esempio la realizzazione del parco della pace non è ancora completata".
05-01-2009












