La comunità

Niaf. Gran Gala. Si alza il sipario

di Riccardo Chioni

02-10-2008

Quando il 18 ottobre si alzerà il sipario sulla 33esima edizione del gala italoamericano organizzato a Washington dalla National Italian American Foundation, i riflettori saranno puntati sulla leggendaria superstar Gina Lollobrigida che nell'occasione riceverà il premio alla carriera.
Alla Lollo, definita dai media italiani all'inizio degli anni Sessanta "la donna più bella del mondo", sarà assegnato il riconoscimento durante l'Awards Gala che si svolgerà presso l'hotel Hilton Washington & Towers a cui prenderanno parte oltre tremila invitati provenienti da Italia e Stati Uniti.
Il gala della Niaf è senza dubbio uno degli appuntamenti più attesi nella capitale americana e nell'anno in cui si tengono le elezioni presidenziali - tradizionalmente - i candidati in lizza per la Casa Bianca prendono parte alla manifestazione per accarezzare l'elettorato italoamericano.
Oltre alla Lollobrigida saranno premiati Mark Bertolini presidente di Aetna, Joseph DePinto presidente di 7-Eleven, Wayne Pacelle presidente della Humane Society e Gianmario Tondato da Ruos, amministratore delegato di Autogrill.
A condurre la serata quest'anno la Niaf ha chiamato l'intrattenitore per eccellenza: Tom Dreesen che ha alle spalle quattro decenni di brillante carriera, descritto da Frank Sinatra come "il maestro dei maestri di ceremonia", con un carnet che comprende 500 presenze in tivù, frequente ospite dei conduttori dei due più seguiti show notturni: 61 partecipazioni a "The Tonight Show" con Jay Leno, e sostituto di David Letterman in sua assenza per il "Late show".
Tra le personalità che hanno confermato la presenza al gala figura il giudice della Corte Suprema, Samuel Alito, l'ambasciatore a Washington, Giovanni Castellaneta e quello americano a Roma, Ronald Spogli, oltre al mitico giocatore degli Yankee, Yogi Berra.
Nata a Subiaco in provincia di Roma, Gina Lollobrigida aveva iniziato la sua carriera nel 1946 con la produzione italiana di "Lucia di Lammermoor" e dopo aver interpretato una ventina di film in Europa, aveva preso la via di Hollywood per fare il debutto a stelle e strisce con "Beat the Devil" nel 1953.
Qualche anno più tardi, agli albori degli anni Sessanta, la stampa italiana non esitò a definire la Lollo "la donna più bella del mondo".
Durante i due successivi decenni aveva preso parte a oltre 40 film, compreso il vincitore del Golden Globe, "Come September" e durante la sua strepitosa carriera che spazia nell'arco di mezzo secolo, era apparsa a fianco di idoli del grande schermo come Frank Sinatra, Rock Hudson, Burt Lancaster e Bob Hope, solo per citarne alcuni.
Ma la vita professionale della Lollo non si è sviluppata solo sulla pellicola: ha voluto infatti cimentarsi in due settori artistici che l'hanno vista protagonista anche nei panni di fotogiornalista e di scultrice. Per esempio, ha ritratto Paul Newman e Salvador Dalì, e ha trasformato una intervista esclusiva con il "Comandante" Castro in documentario.
La sua rassegna fotografica su Fidel Castro sarà esposta in una mostra intitolata "Shooting Star" che aprirà presso il Santa Barbara Museum in California il 18 gennaio 2009. Alla rosa di attività della Lollo va aggiunta anche la passione per la scrittura che l'ha portata a firmare alcuni libri.
Durante la sua interminabile carriera ha raccolto un numero infinito di premi e riconoscimenti: quattro volte nominata per il David di Donatello, tre volte premiata col Nastro d'Argento, oltre alla prestigiosa onorificenza "Lêgion d'Honneur" conferitale dall'ex presidente francese François Mitterrand.
Il 2009 è anche l'anno degli animalisti che vedono premiato Wayne Pacelle, presidente della Humane Society dove aveva fatto il suo ingresso nel 1994, al quale andrà lo Special Achievement Award for Humanitarian Service.
Dieci anni più tardi Pacelle veniva nominato Ceo, alle prese con l'espansione delle attività del gruppo in politica e a lui va attribuita l'approvazione di almeno una dozzina di provvedimenti legislativi federali a protezione degli animali.
A tale proposito va ricordato che la Humane Society aveva giocato un ruolo notevole nella vicenda degli abusi su cani da battaglia di cui s'era reso responsabile il giocatore di football Michael Vick e del salvataggio di animali dopo l'uragano Katrina. Nativo del Connecticut, Pacelle è cresciuto in una vasta famiglia le cui radici risalgono a Castelpagano in provincia di Benevento ed ha maturato la sua sensibilità verso gli animali e l'ambiente durante gli anni trascorsi alla Yale University.