Motomondiale. Stoner vola ma Rossi emoziona
PHILLIP ISLAND (AUSTRALIA). Un lampo rosso Casey Stoner, meritato vincitore del Gp d'Australia classe MotoGp, un torrente di inesauribili emozioni Valentino Rossi. Quelle che il pesarese della Yamaha ha saputo regalare, spalmando staccate e sorpassi tra i saliscendi di Phillip Island, in una rimonta che ha portato il re folletto a salire sul secondo gradino del podio nonostante i postumi della brutta caduta della vigilia. Di quella botta nella ghiaia che gli ha lasciato il collo indolenzito e lo ha inchiodato sulla dodicesima piazzola della griglia di partenza. Torcicollo e quarta fila sembravano negargli l'undicesimo podio a filotto da mettere in bacheca. E, invece, no: Rossi l'ha tessuto fin dal via, transitando ottavo al primo passaggio per poi battere trame e resistenze. Come quelle del britannico James Tose-land, con cui il re folletto ha scambiato affondi e sorpassi, dello scomodo compagno di garage Jorge Lorenzo e, nel finale, di Nicky Hayden. Ombra del fuggitivo Stoner fin dal via, l'americano della Honda s'é fatto infilzare da Valentino solamente all'ultimo giro.
Il giro di Giotto di un Rossi che s'era svegliato col collo dolorante e una emicrania di quelle epiche. Massaggi e antidolorifici profusi a iosa dai medici della Clinica Mobile hanno fatto il possibile, l'iridato di Tavullia ha fatto la differenza. Nulla ha però potuto contro un Casey Stoner imbattibile in casa. Sfrecciando tra i gabbiani di Phillip Island, l'australiano ha bastonato tutto e tutti. Prima la pole-position, poi un warm-up nel corso del quale ha rifilato un secondo e due decimi al giro al secondo classificato, poi una fuga a razzo. Non una sbavatura, non un errore. Davanti agli occhi di mamma Bronwyn e di papà Colin, per la prima volta a bordo pista quest'anno ad applaudire il figlio campione. E lui, Casey Stoner da Kurri-Kurri, ha tagliato il traguardo con oltre sei secondi e mezzo di vantaggio su re Valen-tino. Regalandosi il suo quinto successo stagionale, mettendo sulla torta della Ducati - che ha festeggiato a Phillip Island il suo 100/mo Gp da quando ha debuttato nel 2003 - il successo numero 23, il podio numero 58.
Peccato che la stessa Ducati abbia aperto e chiuso la classifica del Gp, con Stoner dominatore e un imbarazzante Marco Melandri fanalino di coda della classe regina. Visto che il divorzio tra la rossa e il ravennate s'é già consumato, con Melandri in procinto di saltare in sella alla Kawasaki nel 2009, sarebbe forse meno dannoso per le parti astenersi dalle ultime prevedibili figuracce stagionali. Dietro al terzetto del podio si sono scambiati fendenti Jorge Lorenzo, Shinya Nakano, James Toseland e Andrea Dovizioso. Un quartetto per una lotta senza quartiere, poi conclusasi nell'ordine. Con il forlivese Dovizioso che avrebbe meritato un pizzico di gloria in più. In sella a una Suzuki giù di tono, Loris Capirossi s'é piazzato decimo mentre il sammarinese Alex De Angelis è rocambolato a terra, davanti alle ruote di Rossi che l'ha schivato per un pelo, già nel corso del primo giro. Come Daniel Pedrosa, finito dritto alla prima curva a sinistra. Lo spagnolo ha perso praticamente ogni possibilità di contendere il secondo posto nel mondiale della MotoGp a Stoner e potrebbe a questo punto cedere il passo anche a Lorenzo. Non ha sbagliato un sol colpo anche Mike Di Meglio.
Il francese della Derbi ha dominato la corsa della classe 125, aggiudicandosi, complice l'ottavo posto del romano Simone Corsi, l'unico rivale ancora in lizza per l'alloro di categoria, anche il titolo iridato della ottavo di litro con due gare d'anticipo sul calendario. Il ventenne di Tolosa, con nonno paterno originario del siracusano, ha preceduto al traguardo il tedesco Stefan Bradl, l'ungherese Gabor Talmacsi e l'abruzzese Andrea Iannone, quarto per un soffio e ancora una volta il migliore degli azzurri. Col secondo posto di Bradl la Aprilia ha conquistato il titolo mondiale costruttori: l'ottavo nella 125, il quindicesimo per il marchio di Noale.
Un deciso passo in avanti verso il mondiale della 250 l'ha fatto Marco Simoncelli. Il riccionese della Gilera ha battuto il rivale spagnolo dell'Aprilia Alvaro Bautista, portando a 37 lunghezze il vantaggio in classifica iridata da Bautista.
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