"Single" o zitella. il problema è lo stesso: qualcosa deve cambiare
Cara Laura,
ho letto gli annunci "promozionali" della signora Alessandra, di Marianna e del signor Guido (del 10, 18 e del 29 settembre). Sono molto felice che qualcuno abbia il coraggio di esporsi mettendo in piazza le proprie debolezze.
Anche io sono una persona sola, ma non sono così coraggiosa: ho trovato la forza di scriverti solo dopo aver letto gli annunci degli altri. Essere soli non è una vergogna, è una realtà sociale che riguarda tante persone. Io non mi sono mai sposata. Ho avuto fidanzati, ma nessuno ha voluto stringere. In un caso sono stata io a non volere. Ma era un casolimite: la persona in questione era davvero improbabile!
Insomma, sono la classica "zitella". So che oggi si usa dire "single" con una punta di autocompiacimento. Ma io non mi sento molto bene nei panni della single impenitente. Insomma sono single per scelta... degli altri! Sono disposta a darmi molto da fare per cambiare il mio status. Non voglio per forza sposarmi. Voglio un compagno. Non posso più avere figli e per questo preferirei un uomo che ne ha. Almeno posso compensare questa mia mancanza. E non vorrei un uomo troppo vecchio. Più grande va bene, e anche più giovane. Ma non voglio trovarmi di nuovo sola tra pochi anni. Spero sia tutto chiaro. Grazie. Un saluto
Corinna
Un po' di autoironia non guasta... Alla domanda sul perché non si fosse mai sposato, Alberto Sordi rispondeva: "E che mi sposo a fare: per mettermi a casa un'estranea?". Della serie: "ridiamoci sopra". Ma sono convinta che per cambiare il proprio status bisogna cambiare prima qualcosa nella propria testa. Preferirei non ricevere questo tipo di annunci più adatti alla voce "relazioni sociali" dei "classified", ma quando sono così discreti e ironici non è un problema.
Scrivete a: Laura, c/o America Oggi,
55 Bergenline Ave., Westwood, N.J., 07675
Temo che mia figlia mi nasconda qualcosa
05-01-2009








