Il Gei dà il benvenuto all'ambasciatore d'Italia all'Onu
Il Gruppo Esponenti Italiani di New York ha salutato ieri con un ricevimento al ristorante Le Cirque di Manhattan l'insediamento del nuovo ambasciatore italiano alla missione presso le Nazioni Unite, Giulio Terzi di Sant'Agata, già familiare al Palazzo di Vetro dove negli anni Novanta era a fianco dell'allora ambasciatore Fulci nella battaglia per mantenere lo status dell'Italia in seno all'Organizzazione.
Nato a Bergamo, laureatosi in Legge all'Università di Milano nel 1970, dopo il completamento del servi-zio militare ha iniziato la carriera diplomatica presso il ministero degli Esteri. Terzi di Sant'Agata è stato ambasciatore a Parigi, Ottawa e Bruxelles. Tra gli anni 1993 e 1998 era a New York presso la missione all'Onu e successivamente era tornato al Mae, prima di assumere la carica di ambasciatore in Israele.
"Sin dal suo arrivo ha avviato una serie di importanti contatti con rappresentanti delle più importanti nazioni presso l'Onu stabilendo notevoli relazioni in vista dell'Assemblea Generale che si preparava ad aprire i lavori.
Lucio Caputo, presidente del Gei, ha quindi consegnato - come vuole la tradizione - la statuetta "Gei Friendship Award" all'ambasciatore Terzi. Presenti alla cerimonia il console generale Francesco Talò, il direttore dell'Istituto italiano di Cultura, Renato Miracco, Aniello Musella direttore dell'Italian Trade Commission, i giudici della Corte Suprema Dominic Massaro e della Suprema Corte d'Appello, Eugene Nardelli, oltre ai rappresentanti dell'imprenditoria, delle banche, associazionismo e della stampa."La questione è - esordisce l'ambasciatore Terzi - cosa rappresenta l'Italia alle Nazioni Unite in questo particolare momento di crisi economica, la nostra posizione in seno al Consiglio di Sicurezza e, infine, l'opportunità di partnership tra l'Onu e il settore privato".
"La necessità sottolineata anche da Frattini - ha fatto osservare l'ambasciatore - è di approntare una reale governance globale per un'Organizzazione del XX secolo che deve affrontare le sfide del XXI secolo, a livello economico, per rispondere alla crisi internazionale di cibo e della fame; a livello politico per accrescere la sicurezza globale e regionale e rispondere al terrorismo e alla proliferazione nucleare, ma anche una nuova gornance per rinvigorire i principi di democrazia e legge, oltre alla protezione dell'essere umano".
"Il secondo dibattito che ha trovato confronto all'Onu - ha spiegato Terzi - riguarda la convinzione che le Nazioni Unite sono un'istituzione insostituibile per le fondamenta della nuova, costruenda governance".
Terzi ripete le parole del presidente francese Sarkozi "il XXI secolo non può essere governato da un'istituzione del XX secolo. Non possiamo aspettare più e l'Italia sta proponendo un passo importante in tale direzione che condivido".
Il mondo, insomma, guarda all'Italia - sostiene l'ambasciatore - perché il nostro Paese è in prima linea là dove l'Onu si sta prendendo cura delle genti e sta guidando la promozione di pace e diritti umani e alle missioni di pace, affidate anche al generale dei Carabinieri Giuliano Ferrari presso la sede diplomatica alle Nazioni Unite, presente alla cerimonia. r.c.











