Nobel per la fisica al Giappone
ROMA. E' un Nobel decisamente amaro per l'Italia, quello assegnato alla Fisica. Sono state premiate teorie fondamentali della fisica delle particelle associate fin dall'inizio ad una tripletta e a una coppia di nomi: Cabibbo-Kobayashi-Maskawa e Nambu-Jona Lasinio.
Ma in tutti e due i casi i nomi italiani sono caduti e il Nobel é stato assegnato ai giapponesi Makoto Kobayashi e Toshihide Maskawa, rispettivamente del Centro nazionale per la fisica delle particelle Kek di Tsukuba e dell'istituto di Fisica teorica dell'università di Kyoto; e a Yoichiro Nambu, dell'istituto 'Enrico Fermi' dell'università di Chicago. Eppure i nomi tagliati fuori sono assolutamente illustri e riconosciuti come tali dalla comunità scientifica internazionale. Il fisico Nicola Cabibbo, le cui ricerche hanno gettato a partire dal 1963 le basi per comprendere il fenomeno per cui i mattoni della materia, i quark, si mescolano dando origine alle particelle elementari.
Il suo modello è stato integrato successivamente dai due giapponesi ed è oggi noto come Matrice di Cabibbo-Kobayashi-Maskawa (CkM). Giovanni Jona-Lasinio è riconosciuto come il pionere della ricerca teorica sulla rottura spontanea di simmetria e soprattutto per i suoi contributi al modello di Nambu-Jona Lasinio. Perplessità, incredulità, rammarico e rimpianto: la comunità scientifica italiana, ma anche quella internazionale, non sa trovare una spiegazione.
"Il lavoro di Cabibbo ha rappresentato una svolta storica per l'Europa. Siamo tutti dispiaciuti, me incluso, che il Nobel non gli sia stato riconosciuto", ha detto il presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr), il fisico Luciano Maiani.
"Non posso nascondere che questa particolare attribuzione mi riempie di amarezza", ha detto il presidente dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn), Roberto Petronzio. Kobayashi e Maskawa, ha osservato, "hanno come unico merito la generalizzazione, peraltro semplice, di un'idea centrale la cui paternità è da attribuire al fisico italiano Nicola Cabibbo che, in modo autonomo e pionieristico, ha compreso il meccanismo del fenomeno del mescolamento dei quark, poi facilmente generalizzato dai due fisici premiati". In pratica, si è trattato di uno scippo. Anzi, un doppio scippo: per il direttore del Dipartimento di Fisica dell'università di Roma La Sapienza, Giancarlo Ruocco, le ricerche di Cabibbo e di Jona-Lasinio "sono indissolubilmente legate a quelle dei vincitori".
E osserva che é "spiacevole constatare che questi importanti contributi di ricercatori italiani - sottolineati anche nelle motivazioni dell'Accademia - nella presente circostanza non abbiano ricevuto il meritato riconoscimento".
D'altro canto, osserva ancora Ruocco, "non dobbiamo dimenticare che in passato un altro italiano è stato escluso dal comitato dell'Accademia Svedese delle Scienze". E' accaduto nel 1979 e anche allora si trattava di fisica delle particelle.
Intanto da tutto il mondo si solleva la protesta e piovono le e-mail nella casella posta del dipartimento di Fisica de La Sapienza. Arrivano in particolare dal Cern di Ginevra, la culla della ricerca sulla fisica delle particelle e ci si chiede perché. E anche un autorevole settimanale britannico, il New Scientist, parla di "una decisione che ha già suscitato controversie" e si domanda perché sia stato snobbato Cabibbo. Nessuno, però, ha la risposta.
05-01-2009












