La città

Albany. Misure speciali per ripianare il deficit di 2 miliardi. I tagli sono in vista

di John Cappelli

10-10-2008

DATO IL PESANTE deficit fiscale che quest'anno si stima giri attorno ai due miliardi di dollari, il governatore dello Stato di New York David Peterson (nella foto) ha convocato in tutta fretta una seduta speciale del Parlamento ad Albany per gli inizi di novembre. "Tale è la crisi economica che ci investe", ha detto, "che non esiste voce di bilancio che non vada discussa; non ho pianificato uno snellimento dei posti di lavoro, ma non è da escludere che questo possa avvenire."
L'attuale bilancio parla di una spesa pari a 120 miliardi di dollari e per i restanti 53.4 miliardi molto probabilmente si dovranno attuare dei tagli significativi.  
Dean Skelos, il leader repubblicano del Senato, si è già opposto ad eventuali decurtazioni: "Il bilancio non va pareggiato con il licenziamento degli impiegati dei sindacati di categoria", ha detto. "Wall Street ha già perso più di 40,000 dipendenti, e ulteriori sforbiciate rischiano di abbassare la qualità dei servizi essenziali".
Il rebus del gioco d'anticipo dei repubblicani, che con grande tempismo hanno battuto sia i democratici che il ‘Families Working Party' si spiega con il fatto che i sindacati dei dipendenti statali contribuiscono in modo determinante alla candidatura sia dei democratici che dei repubblicani.
Lo speaker democratico dell'Assemblea, Sheldon Silver, ha risposto dicendo: "Sono pronto come sempre a collaborare con il governatore e l'attuale maggioranza del Senato, però mi preoccupo dell'attuale deficit di un miliardo e duecentomila dollari, in attesa di vedere se in futuro servierà la mano dura".
Sulla questione della troika (Paterson, Skelos e Silver), che secondo alcuni governa lo stato di New York,  si è pronunciato Blair Horner, direttore del gruppo non profit "New York Public Interest  Research": "Spero che questi tre signori prendano al più presto la decisione di voler discutere pubblicamente quello che accade ad Albany. La cosa pubblica", ha continuato, "non è un'entità corporativa di tipo privato".
Intanto è intervenuto sulla questione anche il revisore  dei conti dello Stato, Thomas DiNapoli, che attribuisce le conseguenze del crollo di Wall Street a livello statale (dato che il 25% delle entrate dell'erario dello Stato di New York derivano da Wall Street),  a coloro che hanno governato negli ultimi 5 anni. Cifre alla mano, DiNapoli ha detto che le tasse statali di NewYork  sono del 34% al di sopra della media nazionale e, e il  mercato  immobiliare è duplicato rispetto alla rata inflazionistica tra il 1997 e il 2007. Il costo del debito pubblico, inoltre, dagli attuali 4.8 miliardi di dollari all'anno, salirà nel  2012 a 7.6 miliardi.
New York, stando al dicastero del Lavoro è tra i 10 Stati dell'Unione  che entro il 2009 dichiareranno bancarotta. Una legislazione speciale verrà stilata per far sì che con l'intervento di fondi speciali del Governo federale si possa far fronte alla bancarotta, misura simile a quella varata per Wall Street.
Per quanto riguarda la possibiltà che il Governatore Paterson decida di pareggiare il bilancio licenziando i lavoratori del pubblico impiego, Daniel Donehue,  presidente del sindacato CSEA, Civil Service Employees Association, che vanta centinaia di migliaia di membri, ha detto: "Paterson mi ha promesso personalmente che si impegnerà a che non si licenzi nessuno. Spero tenga la parola data".