I consigli di Laura

Ci penseremo domani: adesso è troppo tardi per disperarsi

10-10-2008

Cara Laura,
questa crisi economica, come scrivono i giornali, è la peggiore da ottanta anni a questa parte. Però io sono veramente  attonito per quello che sta succedendo a livello politico: c'è un vuoto di potere perché il presidente ancora in carica non ha una forte personalità.
I due candidati alle elezioni sono pressoché ignari, o nel migliore dei casi non se ne preoccupano affatto, della crisi. Sì, li abbiamo sentiti parlarne e discuterne durante i dibattiti, ma ne parlano come se fosse qualsiasi altro problema nel Paese: la sanità, l'immigrazione, la criminalità. Ok, sono tutti problemi seri. Ma questo è "il" problema. È un problema serissimo perché non siamo più abituati a fare la vita da poveri. Questa crisi ci porterà dritti alla povertà, a una situazione da dopoguerra italiano.
Come fanno a non capirlo coloro che vogliono diventare i futuri presidenti?
Elio
Gentile Elio, non amo disseminare panico e non mi piace che lo facciano gli altri. Lei sta disegnando i postumi di una catastrofe. Sa che cosa le dico? Se proprio catastrofe dovrà essere, che sia. Ci penseremo domani, come diceva Rossella O'Hara. Adesso è troppo tardi per pensarci.
Perché da quello che ho capito, ormai il dado è tratto. Il crollo c'è già stato. Cerchiamo di non sbagliare investimenti, di non sperperare le nostre finanze, di non fare più errori nel nostro piccolo. Cerchiamo di votare colui che propone soluzioni più sensate alla crisi. Ma disperarsi non è mai stata la reazione giusta.

Scrivete a: Laura, c/o America Oggi,
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