Al finlandese Ahtisaari il Nobel per la Pace. L'ex presidente premiato per il ruolo di mediatore
BRUXELLES. E' stato assegnato al diplomatico finlandese Martti Ahtisaari il premio Nobel per la pace 2008. Infaticabile mediatore Onu da un capo all'altro della Terra per risolvere difficili conflitti internazionali, spesso lontano dal clamore mediatico, l'ex presidente della Repubblica della Finlandia è stato scelto tra 197 candidati per "i suoi importanti sforzi, nei diversi continenti, per oltre tre decenni". Il riconoscimento premia il lavoro svolto in Africa, che ha permesso di raggiungere l'indipendenza della Namibia nel 1990, ma anche in Indonesia per la soluzione della crisi di Aceh nel 2005, che opponeva il governo ai ribelli separatisti, e per la lunga mediazione nei Balcani, fino al tentativo fallito di mettere d' accordo serbi e albanesi del Kosovo.
"Sono sorpreso per la decisione. Ho il 12,5% di sangue norvegese e questo dovrebbe squalificarmi", ha detto Ahtisaari, rispettando a pieno il suo stile, in un'intervista a un' emittente norvegese. Eppure la scelta del diplomatico finnico, 71 anni, ha sconvolto i pronostici e deluso più di un favorito eccellente, a cominciare da Ingrid Betancourt. Con lei le indicazioni della vigilia davano in pole position anche due dissidenti cinesi Gao e Hu Jai, per i quali il governo di Pechino aveva fatto sapere a chiare lettere che non avrebbe gradito. Nato nel 1937, figlio di un immigrato norvegese, Martti Ahtisaari ha iniziato la sua carriera politica nel movimento giovanile socialdemocratico finlandese, per passare poi a lavorare al ministero degli Esteri.
Negli anni '70 è stato ambasciatore in Tanzania ed è diventato rappresentante speciale Onu per la Namibia. Il suo curriculum annovera una nomina a segretario aggiunto delle Nazioni Unite, quindi negli anni '90 l'impegno per l'indipendenza della Namibia, il lavoro nei Balcani, in Indonesia. Nel suo Paese è stato eletto presidente della Repubblica nel 1994 - il primo a suffragio universale - ed ha ricoperto l'incarico fino al 2000. Con lui Helsinki ha fatto il suo ingresso nell'Unione europea. Ahtisaari ha seguito la crisi nei Balcani fin del 1991, ricoprendo anche l'incarico di rappresentante speciale dell'Onu per la regione. Il 1999 è l'anno di un grande successo quando il diplomatico riesce a convincere il presidente serbo Slobodan Milosevic a cessare la guerra in Kosovo. Incaricato dalle Nazioni Unite di cercare un intesa tra serbi e albanesi del Kosovo dal 2006 al 2007, Ahtisaari chiude con un parziale insuccesso: mette fine alle discussioni, lasciando tuttavia sul tavolo un piano per l'indipendenza sotto la supervisione internazionale, dopo aver constatato l'impossibilità di un accordo condiviso. La dichiarazione d'indipendenza unilaterale arriverà il 17 febbraio 2008.
Accolto da un gran numero di commenti positivi, a partire ad quello del segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon, l' assegnazione del Nobel ad Ahtisaari non a caso è stata criticata dall'ex premier serbo Vojislav Kostunica, strenuo oppositore della legittimità del divorzio del Kosovo da Belgrado. "Non c'erano alternative all'indipendenza del Kosovo", ha riconosciuto invece il segretario del comitato per il Nobel, Geir Lundestad. "Non diciamo che tutto ciò che ha fatto Ahtisaari si è tradotto in successo, ma è stato artefice di tanti esiti positivi lavorando anche su problemi difficili". Il premio sarà consegnato ufficialmente a Oslo il 10 dicembre prossimo, anniversario della morte del suo fondatore, l'industriale svedese Alfred Nobel.












